In seicento sfidano il gelo contro la Finanziaria

Manifestazione dei sindacati anche a Legnano in occasione dello sciopero generale: la vicenda Zucchi-Bassetti (750 licenziamenti annunciati) e il Tfr al centro dei discorsi

Congelati, come i loro stipendi. Così seicento lavoratori si sono uniti questa mattina a formare il corteo dei sindacati per lo sciopero generale odierno contro la Finanziaria del governo Berlusconi. Protagonisti, loro, malgrado, i rappresentanti (meglio: le rappresentanti, quasi tutte donne) della Zucchi-Bassetti, ditta che ha annunciato in ottobre 750 licenziamenti sui 1700 dipendenti del gruppo. Il corteo si è snodato per le vie del centro al suono di canzoni come "Clandestino" di Manu Chao (una prefigurazione del futuro del sindacato?, ndr), senza slogan ma spiegando al megafono le ragioni dello sciopero. In piazza San Magno i tradizionali interventi conclusivi, affidati a Primo Minelli (foto in basso), segretario Cgil Ticino-Olona, e a Osvaldo Domaneschi, segretario regionale della Cisl.

"Questo è il sesto sciopero generale che facciamo sotto il governo Berlusconi" è stato ricordato. "Scioperiamo per protesta contro una politica fallimentare che ha impoverito il paese, scioperiamo a difesa dello stato sociale e dell’occupazione". La situazione è difficile: per Minelli "Berlusconi è riuscito a far danni sia ai pensionati che ai giovani, ma in particolare a questi ultimi con il rinvio della riforma del Tfr". Le parti sociali "non sono state ascoltate: il capo del governo ha convocato i sindacati non per discutere, ma per rendere note le sue decisioni, punto". Il ruolo dei sindacati è così svilito: "Dopo aver tentato invano di dividerci, ora cercano di far credere che siamo inutili". Anche manovre apparentemente positive, come l’assegno per il primo figlio, sono state fatte senza criterio. "Anche Totti (fresco papà di Christian, ndr) riceverà l’assegno: le Acli di Roma gli hanno scritto perchè almeno lui, che è miliardario, rispedisca l’assegno al mittente. Con Berlusconi è così: si spande denaro a pioggia, favorendo di fatto una parte del paese a scapito dell’altra. Intanto mancano i quattrini agli enti locali, che sono costretti ad alzare le tariffe e tagliare i servizi". Il destino dei dipendenti della Zucchi-Bassetti (rappresentati da quelli dello stabilimento di Casorezzo) diviene emblema di un intero sistema-Paese in crisi: "La Finanziaria non solo non muove un dito per il futuro industriale dell’Italia, ma non copre neppure gli ammortizzatori sociali per i lavoratori espulsi dai cicli produttivi. Ci dicono che l’occupazione cresce, ma a crescere è solo il precariato, con paghe da fame e nessun diritto. Guardate anche le lotte dei metalmeccanici, senza contratto nonostante 40 ore di sciopero. Intanto Berlusconi che dice? Che siamo tutti ricchi, con l’auto e il telefonino! Ci avevano promesso il Bengodi, meno regole più soldi, ma dopo quattro anni questi sono i risultati".

Anche per Domaneschi il momento è critico: "Cercano di far credere che lo sciopero generale sia un’arma logora, spuntata, inutile. Ci dicono che mancano i soldi, che "la coperta è corta", intanto si prosegue in una politica fiscale che punisce i redditi medio-bassi anzichè le rendite di posizione, l’evasione fiscale ed il sommerso. Si parla di voler recuperare due miliardi di euro dall’evasione, poi tanto il condono è dietro l’angolo". I 60 euro di aumento mensile proposti dal padronato ai metalmeccanici "sono una provocazione" per Domaneschi, in tempi di precariato selvaggio in cui "un giovane per avere un prestito deve andare in banca accompagnato dai genitori". E proprio la querelle sul trattamento di fine rapporto (Tfr), che avrebbe dovuto dare qualche garanzia in prospettiva ai giovani, vede rinviare l’applicazione delle nuove norme al 2008. "Un regalo a Confindustria" tuona Domaneschi, "che risparmia tre anni di spese, e ai gruppi assicurativi come la Mediolanum di Berlusconi, che avranno il tempo di organizzarsi per mettere le mani sulle liquidazioni dei lavoratori. Il capo del governo intanto dice che la riforma dà i soldi ai sindacati: ma dove?".

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Pubblicato il 25 Novembre 2005
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