L’hub dello sport australiano: un’opportunità per tutti
Unanime il consenso per la struttura di Gavirate. Peters e Fricker: «Qui squadre di 40 discipline». L'interazione con lo sport locale
Largo consenso e volti soddisfatti. Lo sbarco in riva al lago di Gavirate dell’Australian Sports Commission è un avvenimento valutato in modo assolutamente positivo dal mondo politico e sportivo, sia australiano sia locale.
La riprova è arrivata dalla conferenza stampa (nella foto) tenutasi a Villa Recalcati subito dopo il sopralluogo dell’ambasciatore Woolcott e della sua delegazione al lido di Gavirate. Nella sede della Provincia, con l’assessore Marsico a fare le veci del presidente Reguzzoni, sono stati illustrati i vantaggi che deriveranno dalla presenza sul nostro territorio del fior fiore dello sport australiano.
«A Gavirate arriveranno atleti di 40 discipline» spiegano Mark Peters (foto a lato), numero uno dell’Australian Sports Commission e Peter Fricker (foto sotto), direttore dell’Australian Institute of Sport. «Questa sarà la base per tutte le nostre nazionali che hanno in programma gare, test o allenamenti in tutta Europa. A Gavirate troveranno un centro che si occuperà della logistica, del loro stato di salute e di allenamento, delle riunioni e di tutto ciò di cui avranno bisogno». Ma non sarà necessario attendere l’estate 2007, momento in cui l’hub entrerà in funzione a pieno regime, per dare il benvenuto ai "canguri": «Nel 2006 arriveranno i canottieri, che da anni si allenano per 2 o 3 mesi a Gavirate, ma anche canoisti, ciclisti e la nazionale di basket». Difficile invece che possano transitare i calciatori in vista del Mondiale di Germania 2006: «Con un allenatore olandese e molti atleti impegnati con club olandesi… penso che non vengano in Italia, visto che l’hub non sarà pronto. Comunque non è ancora stato deciso». Tutto invece sarà funzionante per preparare le Olimpiadi di Pechino 2008 e soprattutto quelle di Londra 2012.
Tornando ai vantaggi diretti della cittadella dello sport, Peters e Fricker puntano l’accento su due aspetti in particolare: l’indotto generato e le possibilità di scambio culturale e sportivo. «Da Gavirate passeranno centinaia di persone: atleti, allenatori, dirigenti, ma anche tifosi e società sportive. Un’opportunità che siamo lieti di fornire a questo territorio che si è dimostrato così ospitale. E poi sarà possibile per i vostri atleti e in particolare per i giovani, venire a contatto con i campioni dello sport australiano e con gli allenatori dei nostri staff. Pensate a quanto potrebbero essere utili amichevoli, test, allenamenti congiunti o a porte aperte. Per noi tutto questo è prioritario».
Un invito colto immediatamente dal presidente del Coni provinciale, Fausto Origlio: «Queste parole dimostrano come lo sport non abbia frontiere né barriere. Da parte nostra c’è fin da subito un’apertura totale, sperando che questa opportunità di confronto e di scambio possa dare i frutti che ci stiamo già immaginando».
E da uomo di sport, non può che applaudire anche il sindaco di Gavirate, Felice Paronelli, che nella sua lunga esperienza di arbitro di basket ha diretto due volte la nazionale juniores australiana, ai Mondiali di Bormio ’87 ed Edmonton ’91. «Sono entusiasta per questa operazione che porterà vantaggi per tutti, compresa la nostra comunità. E sono convinto che i risultati saranno ottimi».
Insomma, i preparativi per avere tra noi alcuni degli atleti più forti del pianeta (che ne dite ad esempio di vedere allenarsi il "Tonno" Ian Thorpe o il suo alter-ego Grant Hackett), sembrano avviati a un successo sicuro. Con in più una chicca da sogno: visto che a Varese potrebbe presto sorgere il nuovo Franco Ossola, cosa vieterebbe di inaugurarlo con un match di rugby tra l’Italia ed i "Wallabies" (nella foto)?
«I rugbisti?». Confermano i vertici dello sport australiano: «Passeranno da qui anche loro».
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