Rifondazione: “La riforma della Costituzione? È un golpe”
I consiglieri Corrado e Lofano presentano una risoluzione in Consiglio comunale per diffondere tra i cittadini la conoscenza della Carta costituzionale
Anche Rifondazione Comunista partecipa al movimento in difesa della Costituzione, pesantemente modificata dal governo Berlusconi. "Le modifiche apportate sono tutt’altro che cosmetiche, oltre che portate avanti a colpi di maggioranza, in spregio dell’ampio consenso trasversale che dovrebbe avere ogni progetto di modifica della Costituzione" affermail capogruppo Antonello Corrado. "Siamo di fronte all’opportunismo politico della maggioranza, ad un classico meccanismo di fine mandato per portare a casa la manovra più demagogica possibile. Certo, la Lega Nord porta a casa la devolution, ma questa è solo una piccola parte delle modifiche. La stessa devolution è contraddittoria. Era stata già introdotta in buona sostanza sotto il centrosinistra: la sanità era già regionale, mentre i trasporti sono stati ricentralizzati a Roma alla faccia delle autonomie locali". Ma ciò che più preoccupa Rifondazione sono fgli altri aspetti della riforma costituzionale.
"L’aspetto più pesante è quello che riguarda gli equilibri delle cariche istituzionali, con il premier che diventa di fatto Capo dello Stato, potendo sciogliere le Camere – inaudito – al minimo accenno di dissapori o sfiducia, mentre il Presidente della Repubblica si riduce a una figura puramente cerimoniale". Non lesina parole dure Corrado: "Siamo di fronte ad un vero colpo di Stato, dietro il quale si nasconde il vecchio progetto politico-affaristico della P2 (leggi qui il Piano di Rinascita Democratica), che viene portato a compimento nelle istituzioni".
Per tutte queste ragioni rifondazione si associa al Comitato bustese in difesa della Costituzione, ed ha presentato una risoluzione in Consiglio comunale per invitare Sindaco e Giunta a diffondere tra i cittadini la conoscenza della Costituzione italiana.
Nel testo della risoluzione si ricorda che la riforma ha modificato "oltre un terzo dei 139 articoli
della Carta Costituzionale, eccedendo la previsione di semplici ‘revisioni’
dell’art. 138", e che essa, "per i suoi contenuti, appare incidere sostanzialmente anche sui Principi
Fondamentali (articoli da 1 a 12) e sui diritti inalienabili in essi
riconosciuti". Critiche, come sopra, alla concentrazione di poteri nella figura del Primo Ministro, che "stravolge la forma di
governo parlamentare", così come "il depotenziamento della figura del
Presidente della Repubblica e l’ampliamento del numero dei membri della Corte
Costituzionale nominati dalla maggioranza parlamentare riducono sensibilmente le
garanzie in favore delle minoranze e gli strumenti di controllo sull’operato
della maggioranza". Non mancano infine critiche alle riforme "federali", che porterebbero "a un drastico ridimensionamento di alcuni fondamentali diritti universali,
come quello alla istruzione e alla salute, differenziando i cittadini in base
alla residenza in aperta violazione della ‘pari dignità’ sancita nell’art.
3",
Pertanto Rifondazione invita il primo cittadino e la sua amministrazione " a promuovere azioni di informazione nei confronti dei cittadini
per una più approfondita conoscenza dei contenuti della Carta Costituzionale del
1948, per l’apprezzamento della sua attualità e per la sua piena attuazione ai
fini dello sviluppo e costruzione di una autentica democrazia", e "ad
assumere tutte le iniziative che possano ribadire che la Costituzione, altissimo
frutto della elaborazione di rappresentanti di tutte le culture politiche che si
sono opposte al fascismo e dello spirito unitario della lotta di Liberazione, è
patrimonio di tutti gli italiani, e che fra i principi supremi rientrano il ruolo
insostituibile del Parlamento come sede di confronto e di deliberazione, la
rappresentanza senza vincolo di mandato e la presenza di organi di controllo
super partes in grado di garantire il Paese dalla tentazione della tirannia
della maggioranza".
"L’aspetto più pesante è quello che riguarda gli equilibri delle cariche istituzionali, con il premier che diventa di fatto Capo dello Stato, potendo sciogliere le Camere – inaudito – al minimo accenno di dissapori o sfiducia, mentre il Presidente della Repubblica si riduce a una figura puramente cerimoniale". Non lesina parole dure Corrado: "Siamo di fronte ad un vero colpo di Stato, dietro il quale si nasconde il vecchio progetto politico-affaristico della P2 (leggi qui il Piano di Rinascita Democratica), che viene portato a compimento nelle istituzioni".
Per tutte queste ragioni rifondazione si associa al Comitato bustese in difesa della Costituzione, ed ha presentato una risoluzione in Consiglio comunale per invitare Sindaco e Giunta a diffondere tra i cittadini la conoscenza della Costituzione italiana.
Nel testo della risoluzione si ricorda che la riforma ha modificato "oltre un terzo dei 139 articoli
della Carta Costituzionale, eccedendo la previsione di semplici ‘revisioni’
dell’art. 138", e che essa, "per i suoi contenuti, appare incidere sostanzialmente anche sui Principi
Fondamentali (articoli da 1 a 12) e sui diritti inalienabili in essi
riconosciuti". Critiche, come sopra, alla concentrazione di poteri nella figura del Primo Ministro, che "stravolge la forma di
governo parlamentare", così come "il depotenziamento della figura del
Presidente della Repubblica e l’ampliamento del numero dei membri della Corte
Costituzionale nominati dalla maggioranza parlamentare riducono sensibilmente le
garanzie in favore delle minoranze e gli strumenti di controllo sull’operato
della maggioranza". Non mancano infine critiche alle riforme "federali", che porterebbero "a un drastico ridimensionamento di alcuni fondamentali diritti universali,
come quello alla istruzione e alla salute, differenziando i cittadini in base
alla residenza in aperta violazione della ‘pari dignità’ sancita nell’art.
3",
Pertanto Rifondazione invita il primo cittadino e la sua amministrazione " a promuovere azioni di informazione nei confronti dei cittadini
per una più approfondita conoscenza dei contenuti della Carta Costituzionale del
1948, per l’apprezzamento della sua attualità e per la sua piena attuazione ai
fini dello sviluppo e costruzione di una autentica democrazia", e "ad
assumere tutte le iniziative che possano ribadire che la Costituzione, altissimo
frutto della elaborazione di rappresentanti di tutte le culture politiche che si
sono opposte al fascismo e dello spirito unitario della lotta di Liberazione, è
patrimonio di tutti gli italiani, e che fra i principi supremi rientrano il ruolo
insostituibile del Parlamento come sede di confronto e di deliberazione, la
rappresentanza senza vincolo di mandato e la presenza di organi di controllo
super partes in grado di garantire il Paese dalla tentazione della tirannia
della maggioranza".
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