TetraPak, un’invenzione che ha cambiato il packaging alimentare
Attiva da oltre cinquant'anni l'azienda svedese ha rivoluzionato il confezionamento di bevande e altri prodotti con intuizioni geniali
Tutti lo usano, in pochi ne conoscono la storia. Parliamo del TetraPak, il sistema di confezionamento alimentare che, se è vero che in questi giorni è sotto accusa per il caso Itx (anche oggi sono stati ritirati dal commercio prodotti di marche importanti), ha anche avuto grandi meriti nel campo della conservabilità di molti cibi che finiscono quotidianamente sulle nostre tavole.
La TetraPak è una multinazionale che è stata fondata in Svezia all’inizio degli anni ’50 e il primo prodotto da essa realizzato è il cosiddetto "Tetra classic" (nella foto), un contenitore del latte di forma tetraedrica in cartoncino, inventato per sostituire le bottiglie di vetro del latte fresco. L’intuizione permise di ridurre gli spazi, i rischi di rottura ed ottenne subito un grande successo che spinse l’azienda a ricercare soluzioni tecnologiche sempre nuove. Il passo successivo fu quello di brevettare un nuovo materiale per i prodotti a lunga conservazione. Il contenitore originario venne modificato: al cartoncino accoppiato con il polietilene (necessario per impermeabilizzare le due facce) venne aggiunto un sottile foglio di alluminio in modo da preservare il latte Uht dall’attacco di aria e luce e mantenere così a lungo le proprietà del prodotto.
Negli anni sessanto l’innovazione della società svedese si è rivolta alle forme dei contenitori. Archiviata la forma originale, comunque piuttosto scomoda da utilizzare, si è passati al Tetrabrik (a forma di "mattone") e al Tetrarex, la confezione notissima ancora oggi, quella con l’estremità "a tettuccio" con l’apertura che aiuta a versare il prodotto e che ricorda nella figura una bottiglia di latte. Al giorno d’oggi la multinazionale è presente in oltre cento Paesi e i suoi prodotti servono per confezionare bevande (latte, succhi, vino), legumi e cereali.
La particolarità del TetraPak però non risiede solo nel particolare cartoncino poliaccoppiato, ma anche nel macchinario (brevettato) con cui i contenitori vengono formati. Il cartoncino è infatti avvolto inizialmente in bobine; quando viene srotolato subisce una sanificazione ed una serie di piegature e saldature con cui si forma la confezione. Contestualmente alla formatura però, tramite un tubo di alimentazione, la bevanda viene versata nei cartoni, così da evitare contaminazioni dall’ambiente esterno. L’ultima saldatura servirà così a sigillare una confezione che all’interno manterrà le qualità originali.
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