L’ultimo saluto di Varese a monsignor Macchi
Dopo i funerali al Duomo di Milano la salma del vescovo è stata restituita alla sua città natale
È stato un saluto lungo e sincero quello riservato oggi dalla comunità varesina a monsignor Pasquale Macchi. Dopo i funerali, celebrati questa mattina nel Duomo di Milano dal cardinale Dionigi Tettamanzi, fedeli, amici e autorità si sono radunati nella Basilica di San Vittore a Varese per dare l’ultimo abbraccio al vescovo varesino scomparso mercoledì scorso all’età di 83 anni dopo un lungo periodo di malattia.
Tra le numerose personalità presenti alla funzione il commissario straordinario di Varese, Sergio Porena, il questore Giovanni Selmin, il consigliere regionale Giuseppe Adamoli, il vicepresidente della Provincia Giorgio De Wolf, il presidente provinciale dei Ds Daniele Marantelli, l’ex ministro Giuseppe Zamberletti e l’avvocato Giovanni Valcavi.
«Un uomo che ha donato la sua esistenza alla Chiesa proprio come voleva l’insegnamento di Paolo VI il pontefice che Don Macchi ha servito per tutta la sua vita». Un’omelia breve ma profonda con cui il cardinale Attilio Nicora ha espresso il suo affetto a Don Macchi e ha restituito un ricordo limpido di una figura forte ma al tempo stesso riservata. «Una persona unica – ha aggiunto – capace di intrecciare due profili fortemente contraddittori: una vita interiore schiva e riservata con un’incredibile capacità di intraprendere opere grandi e bellissime. Ha trascorso una vita al servizio di Papa Montini, ha tessuto importanti relazioni con artisti e ha dedicato una parte infinita della sua opera ai carcerati, a Varese e al suo oratorio».
Ancor più vicine e commosse le parole del vicepresidente della Fondazione Paolo VI Riccardo Broggini spese al termine della cerimonia di questo pomeriggio: «Se dovessi definirlo con un’unica parola direi soprattutto che era un uomo intelligente, ma il ricordo di Don Macchi merita molto di più di un aggettivo. Era straordinariamente generoso, silenziosamente generoso, un grande prete e un grande varesino. Quando lo incontrai negli ultimi anni che trascose in solitudine mi disse che non aveva rinunciato ad agire perchè proprio in quel periodo, vicino alla clausura, si dedicava completamente alla preghierà affinchè Dio potesse cambiare le traiettorie della storia dell’umanità».
Dopo la cerimonia la salma di Don Macchi è stata sepolta nel cimitero di Casciago, lontano dal suo Sacro Monte, ma vicino ai suoi famigliari.
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