Candidati a confronto con la Grande Varese

Le associazioni che hanno aderito a Varese Europea Api, Cna e Confesercenti, hanno incontrato i candidati sindaco

Le associazioni che hanno aderito a Varese Europea hanno incontrato il sindaco che verrà: e nella sala riunioni di Api Varese, con le dirigenze di Cna, di Confesercenti e della “padrona di casa” c’erano i candidati sindaco Conte,  Fontana e Nicoletti. 
Il punto di partenza era la Grande Varese: grande per dimensioni (punto di partenza di Varese europea è stato fin dall’inizio la necessità di programmare la città non in base al puro numero di abitanti del comune, ma pensando a tutti gli abitanti dei paesi che si relazionano quotidianamente con il capoluogo, che sono circa 200mila), ma anche per aspirazioni e identità. Un’identità che,a detta delle tre associazioni, è difficile da reperire in questo momento.

«Varese in questo momento è anonima –  ha sottolineato infatti Gianni Mazzoleni, direttore di CNA Varese Ticino Olona – E’ la città del Turismo, della cultura, della professione artigiana, o un mix equilibrato di tutto ciò? In questo momento, onestamente, non si sa».

«Varese deve superare quell’ottica un po’ ristretta che la vede solamente come la città giardino – ha rilanciato, portando nel futuro il dato di fatto di Mazzoleni, il presidente di Api Varese Franco Colombo – Deve riprendere il respiro di capoluogo e diventare punto di riferimento per la zona».

Ma le richieste delle tre associazioni di categoria non si sono fermate ai grandi scenari: oltre alla consegna di un bel documento unitario, che pone richieste circostanziate a chi di loro diventerà effettivamente sindaco di questa città, l’elenco di alcune delel priorità da tenere in considerazione hanno potuto sentirlo con le loro orecchie.

«Noi parliamo come commercianti, e  cerchiamo sostegno alle iniziative che rendono viva la città, come è stato per esempio l’anno scorso quella delle aperture serali – spiega Gianni Lucchina, direttore Confesercenti – siamo invece del tutto contrari al centro commerciale  nel progetto dello stadio, anzi siamo contrari a della nuova grande distribuzione in Varese. Per non parlare poi che il 2008 è vicino e con lo stallo dell’albergo alle ville ponti c’è il rischio concreto che dei mondiali di ciclismo Varese possa giovarsene ben poco».

Una lista ben precisa che hanno allungato anche i dirigenti di Api e Cna, e della cui franchezza i candidati sono stati innanzitutto grati. Che la città sia sempre vissuta sempre più per l’indotto, cioè per i famosi 200mila abitanti che insistono su Varese, Conte lo ricorda citando il suo programma: «Che considera sempre varese nell’ottica della città allargata, proponendo incentivi ai piccoli negozi che favoriscono il servizio a domicilio o ricorda come la più volte citatat unificazione delle stazionisia un progetto di cui si discute dagli anni sessanta. 

«La verità è che non serve inventare: serve conoscere le cose e portarle avanti» Ha sottolineato il candidato Nicoletti, che di ciò che bolle in pentola in città – e di quello che non passa – sa bene, visto che è stato al lungo assessore della giunta precedente.

 

Fontana invece punta sui grandi scenari: «Varese deve diventare il volano dell’Insubria, perché l’attenzione a questo territorio, anche oltre frontiera, è fortissima. Per quanto riguarda la riflessione su vocazione di Varese, ricordo che ne parlavo 25 anni fa con l’avvocato Bombaglio, e ora siamo ancora qui. Ci sono molte scelte da fare, ma l’importante è che siano condivise dalla maggior parte della popolazione»

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Pubblicato il 19 Maggio 2006
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