Di Rienzo, un preside per sindaco
Proiezione al futuro, efficienza e fiducia nelle giovani generazioni per il candidato di Castellanza Democratica
Benedetto Di Rienzo, candidato sindaco per Castellanza Democratica, espone per i lettori di Varesenews i motivi della sua candidatura ed il programma che intende portare avanti in caso di elezione: come sempre rispondendo alle nostre sei domande standard.
D.: Il candidato si presenti.
R.: Mi chiamo Benedetto Di Rienzo, sono nato nel 1946 a Sala Consilina, in provincia di Salerno. Mi sono laureato in Storia a Napoli, poi nel 1970 mi sono trasferito a Castellanza. Qui ho iniziato a isnegnare nells cuole della zona, a Gorla Minore, poi all’Itis, fino a quando non sono stato nominato preside, ancora molto giovane, a Solbiate Olona. Nel ’79 sono diventato preside dell’ITC Tosi di Busto Arsizio, che mi trovo ancora attualmente a dirigere. Al di là di una felice vita familiare – mi sono sposato nel ’73 con Mariuccia, castellanzese doc, e ho tre figli Aldo, Eugenio e Cecilia – la mia esistenza si è identificata pienamente nella scuola. Con l’impegno di tante persone e dei nostri ragazzi abbiamo fatto dell’ITC bustese un istituto assolutamente all’avanguardia, prima di tutto grazie alla nostra rete di contatti internazionali – pensate solo alle visite di scambio culturale con l’estero – abbiamo anche ragazzi che studiano il giapponese! L’Ocse ha visitato la nostra scuola affermando che avevamo precorso di 10 anni le riforme dell’istruzione.
D.: Quali sono le sue precedenti esperienze ed attività politiche?
R.:Ho cominciato a partecipare alla vita politica durante il Sessantotto, quando ero studente a Napoli. Militavo nel movimento cosidettod elle "Tre P": Pace, Partecipazione, Politica. Guardavamo all’ala sinistra della DC. La prima volta che "sbarcai" al Nord, a Milano, fu proprio per una manifestazione con questo gruppo. Emigrato a Castellanza nel ’70. ho poi offerto la mia disponibilità, ma non sono mai stato chiamato dai partiti – qualcuno ai tempi mi aveva liquidiato come "ingombrante". Nei miei anni da preside posso essermi schierato politicamente per ottenere il massimo per il nostro istituto e i suoi ragazzi, ma mai partiticamente.
D.: Perchè candidarsi a sindaco di Castellanza?
R.: L’ho fatto per i tanti giovani di Castellanza che sono passati dalla nostra scuola, e che vedevo emarginati dalla vita politica e amministrativa.
D.: Qual’è il vostro programma? Cosa volete per il futuro della città?
R.: Comincerei dicendo cosa farei di sicuro nei primi cento giorni da sindaco. È mia intenzione convocare degli Stati Generali dell’associazionismo: è importante che questa ricchezza della città si coordini con l’amministrazione a vantaggio di tutti, in spirito di sussidiarietà. Quanto al nostro programma, è sicuramente ricco di spunti. Lealtà, fiducia, trasparenza, spirito di servizio dovranno essere i quattro pilastri della nostra azione di governo. Ma mireremo anche all’efficienza, naturalmente. I nostri scopi: fare di Castellanza una città dei servizi alla persona (dai bimbi agli anziani) e migliorare la vivibilità. Per la macchina amministrativa proponiamo una riorganizzazione che istituisca gli assessorati al Futuro, alla Partecipazione e alla Famiglia; l’implementazione del PGT (Piano di Governo del territorio, successore del vecchio PRG, ndr), prevedendo fra l’altro di acquisire al Comune le aree della Valle Olona, che i castellanzesi conoscono ben poco, e di abbattere i muri grigi che chiudono buona parte della città, in senso sia fisico che traslato. Recupereremo o metteremo sul mercato parte del patrimonio immobiliare comunale, favoriremo l’edilizia convenzionata a prezzi calmierati e con mutui a condizioni vantaggiose, perchè servono alloggi soprattutto per i giovani. Anche due dei miei figli si sono trasferiti a Olgiate per carenza di case: servirebbe una legge per il voto dei castellanzesi "all’estero"… Per migliorare la qualità della vita punteremo sullo sviluppo sostenibile e sull’uso razionale dell’energia, portando avanti Agenda21; inoltre provvederemo a cablare a banda larga l’intera città. La stazione? Se le Fnm diranno che non è possibile farne una nuova a Castegnate, con minor spesa la Regione ci potrà fornirà mezzi ecologici per i collegamenti con quella nuova di interscambio con le FS, tanto per Castellanza quanto per la Valle Olona.
D.: Perchè i castellanzesi dovrebbero votare Benedetto Di Rienzo?
R.: Vedete, se un mestiere al servizio del pubblico lo si fa bene, non si guadagna più denaro, la paga quella è. In compenso si gudagna in stima e credibilità presso i cittadini, e quello è ciò a cui aspiro per tutti quelli che con me hanno accettato di mettersi a disposizione della città.
D.: Lei usa Internet? Conosce Varesenews?
R.: Le dico solo questo: gennaio 1998, il primo sito Internet di una scuola italiana è quello dell’ITC Tosi – anche se a dir la verità c’è un altro liceo che battaglia con noi per questa distinzione. Sono convinto che la scuola debba anticipare i grandi sviluppi anche tecnologici della società, perchè i giovani non devono attendere il cambiamento, sono loro il cambiamento. Ciò non mi impedisce, beninteso, di "confiscare" di tanto in tanto i cellulari agli studenti, d’accordo con le famiglie dei ragazzi. Sapevate che gli adolescenti italiani spendono 400 milioni di euro l’anno in messaggini? All’ITC Tosi abbiamo una rete Intranet ed Internet completamente wireless, senza fili, e un sistema avanzatissimo per le videoconferenze. Varesenws? Il rapporto con voi è stretto, come pure con la stampa cartacea – il confronto delle opinioni è vitale, tantoc he a scuola ci facciamo arrivare ogni giorno circa 600 copie di quotidiani, a disposizione gratuita di tutti. Voi, certo, avete il vantaggio dell’immediatezza, siete subito sulla notizia.
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