L’antenna al Lazzaretto fa paura
Nel quartiere in agitazione per un'antenna per la telefonia mobile installata in via Asiago si organizza una raccolta di firme
Una raccolta di firme e un comitato. Sono queste le armi con cui i residenti del quartiere Lazzaretto di Uboldo stanno cercando di difendersi dall’antenna per la telefonia mobile installata circa due settimane fa in via Asiago, nel giardino di un’abitazione privata.
In questi giorni alcuni residenti del quartiere si stanno dando da fare per raccogliere le firme dei cittadini contrari a questa presenza che viene percepita come inquietante ma anche come arbitraria. "Una mattina ci siamo svegliati e abbiamo visto questo enorme palo che cresceva, cresceva ogni giorno un po’ di più – dice una delle animatrici della protesta – Ci siamo chiesti cos’era e sindaco e assessore all’ambiente ci hanno ricevuto in Comune, ma prima nessuno ci ha informati, nessuno ci ha chiesto se eravamo d’accordo, tutto è stato fatto sopra le nostre teste. L’unica comunicazione è stata data dal Comune affiggendo un foglietto sulla porta del Municipio".
Già domenica i promotori dell’iniziativa, che intendono costituirsi in un comitato, hanno fatto la prima uscita "ufficiale" con un gazebo in piazza per informare i cittadini e dare il via alla raccolta di firme a sostegno di una petizione per trovare un’altra collocazione all’antenna.
Da parte sua il Comune ha diffuso una nota, recapitata ai cittadini del quartiere, in cui spiega che le amministrazioni locali, in virtù della legge Gasparri "non hanno alcun potere di veto sull’installazione di antenne e ripetitori". Una posizione non condivisa dai cittadini del quartiere: "Crediamo piuttosto che il Comune si stia trincerando dietro la legge Gasparri ma forse, se avessero voluto, un’altra soluzione si sarebbe trovata".
La raccolta di firme continua e nei prossimi giorni la petizione sarà consegnata nelle mani del sindaco. "Ci sembra assurdo che un’antenna per la telefonia mobile venga collocata in un quartiere che viene definito il polmone verde di Uboldo – concludono i cittadini del Lazzaretto – possibile che non ci fosse un altro posto lontano dalle abitazioni?".
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