Marantelli: “Priorità le infrastrutture, Pedemontana in testa”

Argomenti locali e nazionali nell'intervista di Varesenews al neo-deputato Daniele Marantelli : dal sostegno a Valerio Mariani a Busto fino alle prospettive dell'azione di governo

"A Busto l’Unione ha fatto una scelta netta, investendo su di un esponente politico ancora giovane ma che ha già una significativa esperienza del Comune e delle sue problematiche". L’onorevole Daniele Marantelli (foto), eletto deputato lo scorso 9 aprile, non ha dubbi sulla validità della candidatura di Valerio Mariani a sindaco di Busto Arsizio. "In Mariani vedo un tipo di dirigente politico moderno, in grado di unificare le anime del centrosinistra, da un lato, ma anche di rilanciare il ruolo della città a livello regionale, per i valori che saprà esprimere". Arriva dunque per Mariani il sostegno autorevole di Marantelli, sorta di "investitura laica" a sfidante per la poltrona più alta di Palazzo Gilardoni. La battaglia è difficile: per il centrodestra Busto è un po’ quella che, per esempio, è Livorno per la sinistra. "È vero che le destre sono forti, ma è anche vero che sono divise" ribatte fiducioso Marantelli, "guardate solo la vicenda che ha condotto alla caduta della Giunta Rosa. Io credo che i bustocchi abbiano tratto motivi di riflessioni da quanto accaduto .Su vicende urbanistiche come quella che si trascina ai Cinque Ponti misuriamo il vuoto pneumatico delle promesse dei Berlusconi e dei Formigoni, ma anche quello determinato in città dalla caduta dell’amministrazione comunale".

Ma non di sola politica locale si vive, soprattutto quando si viene eletti deputati. Ed è quasi inevitabile chiedere a Marantelli quali siano state le sue impressioni da neofita a contatto con i massimi centri del potere politico. "Obiettivamente, non posso negare che il primo impatto è stato forte. Entro in Parlamento, eletto per la prima volta, e subito mi trovo a che fare con l’elezione non solo del presidente della Camera, ma di quello della Repubblica, a camere riunite…". La figura di Giorgio Napolitano ha visto il centrosinistra dare un’indicazione "alta" per il Quirinale: "Posto che la candidatura di D’Alema risultava sgradita al centrodestra, abbiamo scelto di comune accordo una persona della massima autorevolezza, dotata di grande senso delle istituzioni, e stimata da tutti. Non potevamo fare scelta migliore: del resto, avendo la maggioranza dovevamo accollarci l’onere e l’onore di presentare i nostri candidati tanto per le Camere quanto per il Colle". La maggioranza è solida alla Camera, tuttavia appare tuttavia traballante al Senato: come consolidarla e darle respiro? "Potremo venire a capo della situazione" risponde Marantelli "solo se sapremo presentare progetti che godano di ampio consenso nel Paese prima ancora che fra i banchi del Parlamento" Una battuta sul governo a venire: "Formeremo un governo politico, ma che includerà un tecnico stimato come Padoa Schioppa all’economia. Continuo a non capire, tuttavia, chi ritiene che i tecnici siano necessariamente migliori dei politici quando si tratta di governare". Non faremo miracoli, avverte il neo-deputato ulivista, "ma sapremo scegliere razionalmente le priorità di intervento sulla base delle risorse disponibili".

Marantelli, alla domanda se vi siano già in preparazione strumenti legislativi, risponde di aver cestinato varie proposte di legge giuntegli: "Bisogna prima di tutto delegificare e modificare profondamente le leggi-vergogna di Berlusconi. La prima urgenza non è fare nuove leggi, ma parlare con la parte più produttiva e moderna del Paese, il Nord, che, è impossibile negarlo, ha di nuovo dato fiducia a Silvio Berlusconi". Riannodare le fila di un dialogo, dunque, e parlare anche a chi non ha voluto ascoltare: impresa quanto mai difficile, ma nondimeno necessaria. "Personalmente mi occuperò di infrastrutture e lavori pubblici: il problema infrastrutturale qui è il primo da affrontare. È chiaro che tra il Ponte di Messina e la Pedemontana, daremo priorità a quest’ultima".

 

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Pubblicato il 13 Maggio 2006
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