“Non correre più forte di quanto il tuo angelo possa volare”

Un intero paese si stringe attorno alla famiglia di Alessandro Ceolin, il giovane vittima di un incidente stradale

Una piazza gremita e silenziosa, una chiesa strapiena, il saluto e le lacrime di colleghi e conoscenti. Una cerimonia nel corso della quale un intero paese, Cazzago Brabbia, si è stretto attorno alla famiglia di Alessandro Ceolin, 35 anni, morto in un incidente stradale mentre era a cavallo della sua moto. E proprio dalla moto, dal mondo dei bikers, quelli che la strada la vivono tutti i giorni a volte sotto una scorza di durezza, arriva il più tenero dei saluti, stampato nel retro di una giacca da motociclista: “Non correre più forte di quanto il tuo angelo possa volare”. Tanti ragazzi giovani erano presenti nella piazza di Cazzago a partire dalle 15 di oggi, martedì 23 maggio, nemmeno una settimana da quel maledetto mercoledì dove Alessandro trovava la morte lungo una strada a lui familiare, a pochi chilometri da casa. Così tanti conoscenti, tanti amici, hanno sfilato nel cuore del piccolo paese per salutare il feretro di Alessandro, disposto nella chiesa dedicata ai Santi Pietro e Paolo. Nel corso dell’omelia don Antonino, parroco di Cazzago, dopo aver letto un brano del vangelo ha parlato di Alessandro come una persona speciale, “un ragazzo d’oro che si comportava bene, come riferitomi da amici e conoscenti”.
All’uscita della chiesa un centinaio di motociclisti ha accompagnato il feretro al cimitero del paese. Resta l’amarezza per una morte giovane, il dispiacere per una persona che ha perso la vita sulla strada, e che, come hanno manifestato molti lettori di Varesenews, ha aperto una tragica, ma speriamo tutti proficua riflessione sui pericoli della strada.

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Pubblicato il 23 Maggio 2006
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