Parco Ticino: presentato lo studio sullo stato ecologico

Suddivisione in 6 tratti omogenei identificati sulla base di criteri geomorfologici, vegetazionali-ambientali e biologici, con l’obiettivo di indicare il livello di naturalità del “fiume azzurro”

Definire lo stato ecologico del Ticino, nel tratto compreso tra l’uscita del Lago Maggiore e la confluenza nel fiume Po, attraverso la suddivisione in 6 tratti omogenei identificati  sulla base di criteri geomorfologici, vegetazionali-ambientali e biologici,  con l’obiettivo di indicare  il livello di naturalità del “fiume azzurro” evidenziando la differenza tra lo stato reale e lo stato ottimale.

Dall’analisi dei sei tratti risultano interventi prioritari localizzati nei comuni di Somma Lombardo, Cuggiono, Cerano, Abbiategrasso, Vigevano, Bereguardo e Zerbolò-Gropello Cairoli.

E’ il risultato cui è giunto lo studio “Direttiva 2000/60/CE-Applicazione al fiume Ticino: individuazione dei criteri di classificazione, valutazione dello Stato Ecologico e definizione degli interventi” che è stato presentato e discusso oggi a partire dalle ore 9 presso il Centro Parco “Dogana Austroungarica” a Tornavento di Lonate Pozzolo.

Il lavoro condotto dall’Autorità di bacino del fiume Po e dal Parco Lombardo della Valle del Ticino ha individuato il Ticino come “unità di bacino pilota” sul quale svolgere l’attività sperimentale che consiste nell’applicare ai corpi idrici criteri di classificazione dello stato ecologico coerenti con gli indirizzi contenuti nella Direttiva 2000/60/CE (Water Framework Directive – WFD).

Ne hanno parlato Milena Bertani, Presidente del Parco del Ticino,  Michele Presbitero, Segretario Generale Autorità di Bacino del Po e Roberto Passino, precedente segretario del AdPo e attuale Direttore Istituto di Ricerca sulle Acque del CNR.

Maurizio Maggioni, Vice Presidente del Parco del Ticino con delega in monitoraggio e ricerca nel settore delle acque, del suolo, dell’aria e degli ecosistemi ha sottolineato l’importanza dello studio-pilota: «La collaborazione costante del Consorzio con l’Autorità di bacino del fiume Po impone il Parco del Ticino come capofila nell’applicazione di una direttiva comunitaria che rivoluzionerà a breve la gestione del patrimonio idrico italiano ed  europeo» . Il Vice Presidente ha inoltre aggiunto: «La storica esperienza e competenza dell’Ente Parco unite ad un’ampia disponibilità di dati scientifici sulla qualità delle acque rappresentano le condizioni fondamentali per lo sviluppo di azioni di tutela ambientale sempre più all’avanguardia nel panorama italiano».

La Direttiva  stabilisce gli obiettivi di qualità da perseguire per tutti i corpi idrici presenti nel territorio della Comunità e impone ai Paesi membri l’obbligo di prevenire l’ulteriore deterioramento delle acque, proteggere e migliorare le condizioni degli ecosistemi acquatici, delle relative zone umide e degli ecosistemi terrestri.

Lo studio presentato risulterà un utile strumento per individuare gli obiettivi di miglioramento per ogni tratto e valutare i possibili interventi di riqualificazione atti a raggiungere un livello di naturalità adeguato.

Obiettivo dello studio è anche  creare una vera e propria “legenda” dei tratti, una matrice ripetibile da assumere come riferimento per l’applicazione della Direttiva 2000/60/CE in aree geografiche differenti. Una volta identificate le caratteristiche di un corpo idrico sarà possibile individuare per ogni tipologia di tratto le azioni da realizzare per avvicinarlo allo stato atteso.

La ricerca si è basata su dati elaborati nell’ambito dei numerosi progetti promossi e coordinati dal Parco del Ticino. Tra questi “Supporto informatico GIS-Mapinfo per il Parco del Ticino”, “La rete ecologica del Parco del Ticino”, “Mappatura delle specie arboree del Parco del Ticino mediante telerilevamento iperspettrale”, “Ricerca sulla fauna ittica del fiume Ticino”.

Il lavoro nel suo complesso ha confermato la sinergia esistente tra la tutela della qualità delle acque e del paesaggio. Una buona qualità delle acque e interventi mirati di riqualificazione fluviale rappresentano elementi fondamentali per lo sviluppo del territorio.

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Pubblicato il 31 Maggio 2006
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