Una marcia per “riconvertire” la guerra
Promossa dal comitato DisarmiAMO la pace, sabato 20 maggio una manifestazione per sensibilizzare sulla riconversione delle aziende belliche
«Non si tratta solo di parlare di pace e lottare contro la guerra, ma anche di denunciare la complicità dei nostri territori con la politica della guerra permanente globalizzata: basti pensare alla base Nato di Solbiate Olona e agli stabilimenti di Aermacchi e Agusta, tra le maggiori industrie aeronautiche di produzione di aerei a scopo militare». E’ Cinzia Colombo, del comitato DisarmiAMO la pace, a presentare lo spirito della Marcia della pace in programma per sabato 20 maggio: una giornata intensa e piena di spunti, che si aprirà alle 14 con un presidio al comando di reazione rapida Nato di Solbiate Olona e continuerà con la marcia vera e propria, che si muoverà alle 15.30 dal deposito dell’aeronautica di Gallarate per concludersi alle 18.30 davanti ai cancelli dell’Agusta-Westland di Samarate.
Dopo l’arrivo a Samarate, sono previsti degli interventi di relatori al parco della solidarietà, che approfondiranno i motivi della marcia: ci saranno don Renato Sacco di Pax Christi, Tiziano Tissino dell’associazione ‘Via le basi’, Giorgio Beretta e Massimo Aliprandini, da sempre impegnati sulle politiche di disarmo. Ci sarà anche un incontro rivolto ai lavoratori di Agusta e Aermacchi: il messaggio che gli organizzatori della marcia vogliono far passare è che non sono gli obiettivi di riconversione delle industrie militari ad essere un pericolo per il loro posto di lavoro: «Negli ultimi anni, di fronte ad un enorme aumento del fatturato dell’industria bellica, c’è stata una riduzione dei livelli occupazionali; è la globalizzazione economica, con la concentrazione e l’esternalizzazione produttiva, a minacciare i lavoratori». Una marcia pacifica, colorata e divertente, potrebbe essere un modo per sensibilizzare i cittadini del territorio: non mancheranno concerti di gruppi locali e momenti tutti dedicati ai bambini.
Ma che cosa implica riconvertire una ditta? «La riconversione delle aziende implica anche un approfondito studio scientifico preliminare, per capire in che modo le conoscenze produttive delle aziende e dei lavoratori possono essere recuperate e valorizzate a scopi pacifici – conclude Cinzia Colombo – per questo motivo tra gli ordini del giorno del Consiglio regionale di oggi, martedì 16 maggio, avrebbe dovuto esserci anche la proposta di legge per la creazione di un’Agenzia regionale per la riconversione dell’industria bellica, con un istituto di ricerca. La proposta è stata bocciata: per questo a Milano si sta svolgendo un presidio sotto la sede del Consiglio».
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