Polemica sullo sport in Consiglio comunale
Mirabelli (Ds) attacca la giunta: «Manca un piano organico». La replica della maggioranza: «Il Comune non è il Coni».
«Nelle linee programmatiche si evita accuratamente di parlare degli spinosi problemi della gestione degli impianti sportivi e della necessità di un vero e proprio piano organico di interventi tesi a riqualificarli e potenziarli». Il segretario cittadino dei Ds, Fabrizio Mirabelli, porta il suo affondo in Consiglio comunale.
«Negli ultimi tredici anni di amministrazioni di centrodestra non è mai stato sviluppato un progetto politico complessivo per lo sport – continua Mirabelli – e a quanto pare nemmeno la giunta Fontana intende cambiare musica: l’impostazione, purtroppo, rimane la stessa dell’amministrazione Fumagalli». Sintomatico dello scarso interesse del centrodestra per lo sport, sempre secondo i Ds, è anche il fatto che la nuova giunta non ha previsto un assessore alla partita: «Se ne occuperà direttamente il sindaco, quando gliene resterà il tempo tra i suoi molteplici impegni».
Impianti vecchi e inadeguati, penalizzazione delle società minori tramite aumento delle tariffe per la gestione degli impianti, mancanza di una collaborazione con l’università: sono solo alcuni dei temi sui quali Mirabelli incalza la giunta. A tenere banco, ovviamente, è soprattutto la questione stadio. «Gradiremmo conoscere al più presto – afferma il segretario della Quercia – quali siano le intenzioni dell’amministrazione per il “Franco Ossola”. Visto che il progetto Sogliano è stato giudicato inadeguato ad un project financing quali altre strade si intendono percorrere? E soprattutto, in quali tempi e con quali costi per la società?».
Una risposta a Mirabelli è arrivata da Marco Caccianiga, assessore allo sport nella precedente amministrazione ed ora consigliere per la Lega. «Bisogna distinguere tra ruolo dell’ente pubblico e ruolo del Coni – afferma – le finalità sono diverse. Non spetta al Comune sviluppare lo sport professionistico, compito dell’amministrazione comunale è garantire lo sport per tutti e l’attività motoria educativa di base. Noi non dobbiamo formare un campione, ma mettere le basi per creare una promozione sportiva a tutti i livelli». A tale proposito, Caccianiga dissente da Mirabelli sulla questione delle tariffe per l’utilizzo degli impianti sportivi. «Spesso le società dilettantistiche sono in realtà semiprofessionistiche – afferma l’ex assessore – pagano uno stipendio ai giocatori e pretendono una retta per far partecipare i ragazzi ai proprio corsi. Bisogna andarci cauti, quindi, quando si parla di agevolazioni o addirittura esenzioni tariffarie».
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