La Pro cambia poco e punta sull’esperienza
Pochi gli arrivi a Busto Arsizio, che perdono Franchini in difesa, ma confermano Arcari, Artico e Temelin, salvo sorprese dell'ultima ora
Dopo il campionato mediocre dello scorso anno, la Pro Patria si presenta al sesto anno di C1 con una nuova guida tecnica. Marco Rossi tenta la nuova avventura a Busto Arsizio con una squadra in gran parte confermata rispetto a quella dello scorso torneo. Sono arrivati i giovani Francioso, De Agostini e Giani in difesa, De Cristofaro e Biava a centrocampo con la promessa empolese Romani. Torna, dopo la positiva esperienza di Brescia, l’estremo difensore Arcari: ha tante richieste, ma per il momento è in ritiro ad Acqui Terme con il resto della squadra. L’addio più doloroso è stato senza dubbio quello di Franchini, approdato all’ambizioso Mantova in B. Via anche Salvataggio, Castelli, Dato, Barison, Bianco, Boscolo, Davanzante e Frascoia.
Tante le conferme, a cominciare dal reparto avanzato, dove, salvo sorprese, rimangono Artico e Temelin, affiancati dai giovani Rosso e Gibbs, falcidiato dagli infortuni lo scorso anno, ma pronto a confermare le aspettative. Cioffi, Citterio, Perfetti e Imburgia dietro sono certezze, Tramezzani a centrocampo sarà ancora la guida dei bustocchi. Sulle fasce Ambrosetti e Valtolina sono attesi ad una stagione ai loro livelli, mentre la conferma di Ticli, Vecchio, Trezzi e Marino danno respiro ai biancoblu, che possono ripartire da giocatori interessanti e rodati. Manca qualcosa in difesa, un cambio a destra potrebbe essere la chiave per fare il salto di qualità, come anche un’alternativa a centrocampo, dove c’è grande aspettativa per il giovanissimo empolese Romani.
Alcuni dubbi rimangono. Rossi ha entusiasmo, ma è inesperto e fino ad ora non ha fatto benissimo da mister tra i professionisti nella sua prima e unica esperienza a Lumezzane. I tifosi possono consolarsi con la certezza che cambierà qualcosa nella preparazione atletica: troppi gli infortuni lo scorso anno, la sfortuna da sola non è una valida spiegazione. Se andrà via Arcari, dovrà essere trovato un sostituto all’altezza, dato che Capelletti non ha la fiducia della dirigenza. L’esperienza di tanti uomini chiave è senza dubbio un valore aggiunto, ma forse qualcuno corre il rischio di sentirsi appagato e di non dare il massimo in una categoria difficile come la C1, nella quale bisogna giocare sempre al top. Cambiare poco è stata una scelta precisa di Carbone, uomo mercato dei tigrotti, ma forse tagliare qualche ramo secco in più non avrebbe fatto male.
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