Un Gallaratese a New York. Coi monoliti di Kubrick
Parla Marco Antonio Abbagnara, nella grande mela (e più precisamente a Chelsea) in una mostra che ha aperto il 12 agosto
A volte, anche un invito ad un vernissage a NewYork (di più, nell’artistica Chelsea) è argomento da Varesenews; la mostra “Primal Abstractions” inaugurata all’Agorà Gallery, il 12 agosto infatti, vede la presenza di quattro artisti, uno dei quali Gallaratese.
L’artista in questione è Marco Antonio Abbagnara, nato a Catania ma da 15 anni a Gallarate, dove ha cercato casa per la sua vicinanza a Malpensa: è infatti – anche se con orari sempre più ridotti ormai – assistente di volo per Alitalia.
40 anni, Abbagnara ha coltivato la sua arte «In giro per il mondo – spiega – facevo l’artista di strada, e ancora adesso in qualche modo lo sono. Ma ora comincio godere il frutto di questi sforzi» Curiosamente, la pittura lo ha portato più lontano di quanto abbia fatto la sua attività di assistente di volo: per Alitalia vola in Italia, e al massimo nel continente europeo. Mentre all’Agorà Gallery «Ci sono arrivato, letteralmente, con la mia cartelletta, bussando alle gallerie d’arte di new York, dove ho abitato per sei mesi negli anni ‘90». Il soggiorno a New York dà i suoi frutti, evidentemente: non solo dal punto di vista dei contati ma anche da quello artistico «E’ da allora che ho cominciato a tenere i contatti con il mondo dell’arte di lì e inoltre dal 1994 è cominciata anche una mia evoluzione stilistica nei miei lavori».
Le opere che hanno cominciato a farlo notare nel mondo dell’arte (e gli hanno procurato le prime vendite oltre oceano) sono i monoliti, quattro dei quali sono in mostra a New York. Misto tra scultura e pittura (si tratta infatti di lastre in ferro che si appendono però come una tela), quello dei monoliti è un riferimento esplicito a “2001 Odissea nello Spazio” il film di Stanley Kubrick del 1968 «Dopo averlo visto, ho cominciato a pensare di dipingere quei monoliti neri che si vedono nel film, e così ho fatto. Ora, accanto a tele classiche, dipingo queste lastre di ferro nero, che di solito hanno dimensione di un metro per due»
Subito dopo la chiusura della mostra a New York, i suoi monoliti neri voleranno a Roma, alla galleria Crispi dove parteciparà alla collettiva “Roma d’insonnia” organizzata in concomitanza con i giorni della notte bianca romana.
«Andrò a quella collettiva romana perché gli organizzatori cercavano arte di tipo newyorkese, e hanno trovato me…» racconta Abbagnara. Trovare New York a Gallarate, questa una notizia proprio curiosa. «beh, una corrente kubrickiana in Italia sarebbe bello che nascesse…» a Gallarate poi, sarebbe curioso davvero.
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