Governo del territorio e piani di lottizzazione: si chiede più trasparenza
Si discute se portare in Commissione ambiente e territorio i progetti; per la legge regionale, fino all'adozione del PGT basta una delibera di Giunta per adottarli
In vista del primo consiglio comunale dopo la pausa estiva, gli amministratori riprendono a discutere su vari punti della politica cittadina. Fra questi uno dei più significativi è l’applicazione della legge regionale per il governo del territorio – peraltro già oggetto in questi giorni di un ricorso governativo.
Un punto delicato che emerge dalla normativa regionale è quello relativo ai piani di lottizzazione. Questi, infatti, fino a quando un Comune non si dota del Piano di Governo del Territorio, strumento successore del vecchio PRG, passeranno unicamente per la Giunta comunale, senza essere votati dal Consiglio comunale; essi possono essere ovviamente visionati dai consiglieri e ricevere osservazioni, ma non discussi in aula come avveaniva aula – almeno finchè il Comune non si doterà del nuovo PGT.
Alcuni Comuni dell’hinterland milanese hanno ovviato a questa disposizione stabilendo che i piani di lottizzazione, e particolarmente quelli di una certa rilevanza urbanistica, passino in Commissione territorio per essere posti a conoscenza dei consiglieri-commissari, almeno in modo consultivo. Una simile opzione è in discussione anche a Busto da parte di maggioranza e opposizione; la maggioranza starebbe anzi dibattendo al proprio interno circa questa possibilità.
"Se stiamo ad aspettare che si definisca il PGT per far tornare l’esame delle lottizzazioni in mano al Consiglio comunale stiamo freschi, ci vorranno anni" commenta Antonello Corrado di Rifondazione Comunista. "A noi consiglieri non dispiacerebbe visionare progetti di ampio impatto, come l’area delle Nord o il megaparcheggio sotterraneo di piazza Vittorio Emanuele II. Parlerò con alcuni esponenti di Giunta e di maggioranza, spero si mostrino disponibili a portare davanti ai commissari i piani di lottizzazione". Sulla stessa lunghezza d’onda l’ex sindaco Luigi Rosa, che rivendica una sorta di primogenitura da questo punto di vista. "Già avevo chiesto che si seguisse una linea simile, quando ancora ero sindaco. In realtà ai consiglieri non manca il modo di informarsi sui piani, ma è negata la possibilità di discuterne in consiglio. Va bene che i piani possano essere esaminati in commissione, ma a me preme soprattutto che vengano resi pubblici quartiere per quartiere pubblicandoli presso le apposite bacheche, per una questione di trasparenza verso i cittadini".
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