“Nord Ovest”, un progetto per concentrare risorse
L’opinione del vice presidente della Provincia di Varese Giorgio de Wolf in merito alle prospettive di sviluppo del Varesotto
Riceviamo e pubblichiamo
l recente progetto di
fusione tra due grandi banche del Nord (Banca Intesa e Sanpaolo Imi), oltre ad
attirare e incentrare inevitabilmente l’attenzione di tutto il mondo
politico-economico, ha fatto emergere anche sulla stampa locale un’idea fino ad
oggi più relegata nelle sedi istituzionali: il cosiddetto “progetto Nord-Ovest”, proposto qualche tempo fa dal Presidente
della Regione Lombardia, Roberto Formigoni e successivamente ripreso da altri
Governatori e dalle Province della Lombardia stessa, del Piemonte e della
Liguria.
La Provincia di Varese ha da
subito condiviso l’idea tanto è vero che un capitolo del Piano Territoriale di
Coordinamento Provinciale che proprio in quei giorni si andava compilando, è
stato dedicato a questo tema.
Che cosa si intende con
progetto Nord-Ovest e con Nord Ovest è presto detto.
Con questo termine si fa
riferimento non tanto ad un’area geografica, quanto ad una concentrazione
“territoriale” di risorse, infrastrutture, imprese, conoscenze; l’elemento
caratterizzante quindi non è solo e soltanto la vicinanza o la prossimità ma
soprattutto il comune radicamento in un tessuto locale fatto di patrimonio
fisico (insediativo, infrastrutturale, ambientale), imprenditorialità, enti
locali, autonomie e caratterizzato da una accentuata coesione sociale.
Riconoscere questa comune
appartenenza e assumerla come presupposto implica, di conseguenza, agire in
un’ottica “multilivello” ovvero (come evidenziato nel Piano territoriale di
coordinamento della Provincia di Varese) significa governare i processi di
sviluppo e di trasformazione del territorio non limitando l’orizzonte delle
analisi alle sole dinamiche che si possono sviluppare all’interno dei propri
confini amministrativi, ma estendendo tale orizzonte ad una scala geografica
più appropriata: quella, nel nostro caso, della macro regione del Nord-ovest.
Solo in questo modo riteniamo si possano oggi percepire e riconoscere quegli
elementi di complessità che, generando o meno interazioni e relazioni, possono
influenzare una situazione territoriale e i processi di trasformazione
conseguenti.
Il sistema del Nord-Ovest è
un sistema che può vantare molteplici fattori di successo, radicati su un
territorio ampio e non più riconducibile solo ai centri metropolitani (Milano,
Torino, Genova), che dimostra una forte volontà di sviluppo e di risposta alle
sfide dei mercati internazionali e soprattutto dei nuovi mercati emergenti.
Non può sfuggire allora la
specificità del progetto che si propone non solo il coinvolgimento delle
potenzialità presenti nelle aree metropolitane ma di tutte quelle presenti nei territori extra-metropolitani,
un tempo considerati “periferici” e oggi fortemente cresciuti e sviluppati.
Non è del resto un caso che
l’Unione Europea abbia fatto del “policentrismo” uno dei più importanti criteri
ispiratori delle nuove politiche di sviluppo e di coesione territoriale.
Sia pure sommariamente
occorre a questo punto aprire un’altra fondamentale riflessione che spiega
anche la forte insistenza con cui il nord del Paese, e cioè la parte economicamente
più avanzata e competitiva, reclama la realizzazione di nuove infrastrutture:
nel momento stesso in cui nei criteri ispiratori dello sviluppo territoriale si
sostituisce la visione”monocentrica” con la visione “policentrica” appare di
tutta evidenza l’assoluta ed imprescindibile necessità che tutti i poli
presenti in una certa area siano efficacemente e funzionalmente collegati tra
di loro e con quelli presenti in altre aree. E non è un caso che il progetto
Nord-ovest si è avviato nel momento stesso in cui sembravano finalmente
concretizzarsi i due fondamentali assi infrastrutturali europei che dovranno
“innervare” questa macro-area e collegarla con le più avanzate e dinamiche
realtà economico-territoriali europee, da quelle francesi e spagnole a ovest a
quelle in via di sviluppo dei Paesi dell’Est, da quelle del Nord Europa alle
realtà che si affacciano sul Mediterraneo e attraverso questo con il Medio
Oriente e i grandi mercati dell’oriente: stiamo parlando del corridoio 5
(Lisbona-Kiev con il tratto Lione-Torino-Milano) e il corridoio dei due mari
(Genova-Rotterdam) senza dimenticare che la Svizzera sta realizzando a ovest il
traforo del Lötschberg (lavori completati entro fine 2007) e, lungo un asse più
centrale, il tunnel di base del Gottardo (opera conclusa intorno al 2015).
In uno scenario di così
vasta scala, il sistema del Nord-Ovest può vantare molteplici fattori di
successo, radicati sul proprio territorio; le risorse di questa area sono
spesso sotto gli occhi di tutti ma raramente si riesce ad afferrarne e
riconoscerne il valore d’insieme.
Sicuramente possiamo
considerare la dotazione attuale, e, soprattutto futura, del sistema
infrastrutturale, comprensivo del sistema logistico (non soltanto nuovi assi
ferroviari ma anche interporti e un sistema di operatori specializzati); la
concentrazione delle imprese già presenti e insediabili (un progetto integrato,
di “sistema” sarebbe il catalizzatore di nuovi investimenti, anche stranieri);
gli occupati e le esportazioni, nonché il bagaglio di tecnologia e di conoscenze – legate anche all’importante
volano rappresentato dalle Università che significa opportunità di collegamento
fra ricerca e innovazione – che caratterizza tale sistema; il sistema
del credito o quello amministrativo e le reti di cooperazione locali,
caratterizzato da capacità e volontà di interazione tra gli attori e le
istituzioni.
Un primo passo nella
direzione del progetto Nord-Ovest, che
prefigura la concreta possibilità di fare un salto di qualità nel processo di
“governance” del territorio, è rappresentato dall’iniziativa
“Nord-Ovest-province in rete” ovvero la messa in rete delle province della
Lombardia, Piemonte e Liguria (cui hanno aderito anche le province emiliane di
Parma e di Piacenza) con l’obiettivo di favorire la cooperazione e il dialogo
fra le istituzioni nell’ambito di una agenda condivisa con compiti precisi:
facilitare la circolazione di informazioni tra le diverse realtà, accrescere
buone pratiche, promuovere accordi operativi puntuali che possono riguardare
anche specifici temi e/o aree mirate.
Nei temi specifici da
sviluppare ritroviamo tutti gli ingredienti che possono influire sulla capacità
competitiva dei nostri territori: infrastrutture e logistica; sviluppo locale e
promozione territoriale integrata; ambiente, paesaggio e sostenibilità dello
sviluppo; ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico; turismo, cultura e
grandi eventi.
Ribadisco, è solo un primo
passo; ma è un primo passo importante per un percorso nuovo basato da un lato
su un continuo confronto istituzionale multilivello, dall’altro sulla capacità
di saper ascoltare, favorire e mettere in rete i sistemi di attori locali che
operano quotidianamente sul territorio rinnovandone le risorse e le capacità
competitive.
Giorgio De Wolf
Vice Presidente Provincia di Varese
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