L’Umberto ce l’ha duro. E a noi cominciano a girare
Ci salvi chi può. Gretti, volgari, in una parola: disgustosi. Politici di tutto il mondo uniti da un denominatore comune: la mancanza di rispetto assoluto nei confronti delle donne.
Partiamo da casa nostra. Umberto Bossi a Vicenza, a fianco dell’amico Silvio Berlusconi (adorabile gaffeur, lo stesso, tanto per fare un esempio, che si rivolse al premier danese Anders Fogh-Rasmussen dicendo che lo avrebbe presentato alla moglie Veronica perché lo riteneva ”più bello” del filosofo Massimo Cacciari), ha fatto sapere che la Lega “ce l’ha ancora duro”, aggiungendo “per questo la piazza è piena di donne”.
Facciamo qualche chilometro e scopriamo che l’idolo di Putin è il presidente israeliano Katsav “un uomo forte, che ha stuprato ben dieci donne!”.
Ultimo fulgido esempio: l’ex premier spagnolo Jose Maria Aznar, al centro di una vivace polemica per aver restituito la penna a una giornalista infilandogliela nella scollatura dell’abito (foto e filmato disponibili su Internet).
“Non facciamo femminismo da salotto” hanno detto in Spagna a chi chiedeva che l’ex premier porgesse le scuse ufficiali.
Già, non facciamo femminismo da salotto: cominciamo a tirare sonori cazzotti. E diamo una strizzatina agli attributi di chi ce l’ha duro, magari durante un’intervista. Così tanto per avere pari opportunità…
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