Letteratura, asparagi e tressette. Lo smeraldo di Chiara e Prezzolini
La saletta della trattoria "Smeraldo" è stata intitolata ai due illustri commensali. Il 10 ottobre di ogni anno ospiterà uno scrittore
Giulio Pelandella ha 84 anni e due anelli all’anulare. Il primo è la fede nuziale. Il secondo, quadrato, nero e con un piccolo brillante nell’angolo, è l’anello di fidanzamento della sua amata Adriana, che gli regalò prima del matrimonio. Lei era il diamante della trattoria “Smeraldo”. Era lei che negli anni Settanta serviva i piatti a Piero Chiara e Giuseppe Prezzolini, nelle domeniche interminabili trascorse a Runo di Dumenza.
Asparagi selvatici, uova strapazzate alle erbe amare, arrosto di vitello, funghi freschi in insalata, faraona alla creta, in cambio di racconti mitici e storie fantastiche che si tingevano di esotico quando al tavolo dei due scrittori sedeva anche il pittore Luciano Ferriani, un giramondo instancabile.
Giulio Pelandella non ha nostalgia di quei tempi, perché un pezzo della sua vita rivive ancora in quella saletta, i cui muri accoglievano e custodivano dialoghi straordinari. È come salire sulla macchina del tempo. Lì tutto è rimasto come allora: il tavolo, il panama, gli occhiali, le carte, le foto di Enrico Lamberti e le dediche scritte di tutto pugno da Chiara e Prezzolini. Alla parete c’è persino un quadro del Ferriani che, quando era male in arnese e aveva bisogno di soldi, cedeva volentieri le sue opere.
A cinquecento metri sul livello del mare c’è ancora abbastanza ossigeno per ridere della vita e per fare partite interminabili a tressette. Sembra di vederli i due scrittori che giocano, scherzano e si confrontano sul futuro della letteratura, mentre Giulio cucina e Adriana serve leccornie semplici e delicate. «Chissa quante cose avrebbe potuto raccontare lei, che era sempre al tavolo con loro».
Eppure, in quella trattoria arrampicata sopra Luino Prezzolini all’inizio ci andava in incognito. E lo stesso Piero Chiara iniziò a frequentarla solo quando venne a sapere che lì c’era il suo celebre collega.
«Ho solo un rammarico – dice Giulio Pelandella – non aver mai scattato una foto di gruppo. Ma sembrava che quel tempo non dovesse finire mai».
Ora alla trattoria "Smeraldo" – grazie ad un’iniziativa di Davide Boldrini, direttore dell’"Eco del Varesotto", e di Mauro della Porta Raffo , giornalista e scrittore – c’è una “Sala Chiara e Prezzolini”, che il 10 ottobre di ogni anno ospiterà a pranzo e a cena uno scrittore.
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