Linea Cadorna, «Non c’è più posto per il rispetto del creato»

I lettori segnalano l'esistenza on-line delle valutazioni dell'impatto paesistico dei progetti: «Ma la Commissione del paesaggio li ha visti?»

Le parole del signor Buccinnà, proprietario della ditta Gen.co e responsabile della costruzione delle villette che sostituiranno nel luinese la parte della Linea Cadorna che egli ha provveduto a demolire, ed il silenzio – assenso della politica locale su questo scempio perpetrato alla storia recente del nostro Paese, meritano alcune riflessioni. Anzitutto non condanniamo moralmente il signor Buccinnà che ha stimato di nessuna rilevanza il valore storico di tali fortificazioni militari ed ha provveduto – nel rispetto della legalità e dei piani regolatori, ricordiamolo – a demolirle: egli può essere definito un vero eroe del nostro tempo,un eroe di questa provincia dalla vocazione futurista. Tanti solitari ed incompresi eroi agiscono legalmente nel nostro Paese ogni giorno provvedendo ad eliminare il verde pubblico improduttivo, pompose costruzioni di rilevanza storica ed artistica, tratti superflui di parchi naturali, per far posto a titanici centri commerciali, strade, villette a schiera, e quindi favorire il progresso della società a vantaggio di noi tutti. Il progresso non può essere fermato da considerazioni etiche – saprà già il signor Buccinnà che i giovani soldati della Grande Guerra hanno prestato servizio e combattuto per un ideale e quell’ideale era la nazione in cui anch’egli vive – e nemmeno dalla necessità di preservare l’integrità dell’ambiente – la barbarie forse inizia anche dalla cementificazione indiscriminata dei nostri boschi, forse inizia anche dalle devastanti opere viabilistiche che la nostra regione ha tanta fretta di realizzare come la Malpensa – Boffalora, forse inizia anche dai tanti piani regolatori approssimativi che cancellano i boschi della nostra Italia, forse inizia anche insomma dall’incoscienza civile " e dalla " miopia politica e sociale " di tanti cittadini italiani e dei loro rappresentanti o tutto ciò dobbiamo chiamarlo sviluppo ? I valori condivisi che spingono avanti un industrioso Nord senza passato trovano espressione compiuta in questi fatti, e perciò non trovo giusto esprimere indignazione per l’ignoranza della storia d’Italia del signor Buccinnà, e nemmeno troverei giusto ricercare eventuali colpe delle amministrazioni locali e fermare i lavori di costruzione delle villette al cantiere che ha sostituito parte della linea Cadorna.
La nostra regione probabilmente ha bisogno di persone così, il nostro futuro è nelle loro mani, e se non c’è posto in questo futuro per il rispetto del Creato che anche l’attuale Papa chiede a gran voce di certo non ce ne può essere per la storia d’Italia e la sua cultura.
Carlo Dentali

———————————————

Spettabile redazione,
mi insinuo polemicamente nella vicenda del pezzo
della linea Cadorna demolito nel luinese
per segnalare che molti altri tratti  vengono sistematicamente distrutti in modo non così evidente ma con molta discrezione. Infatti molti dei componenti in pietra: blocchetti, spallette, e addirittura le lastre in pietra dei sedili, le pedane delle scalette, stipiti delle porte  ecc. sono oggetto di un ladrocinio silenzioso per finire, ovviamente già anticati, nelle roccaglie dei giardini, per vialetti ecc. È ovvio che non è possibile un controllo capillare, ma un occhio di più certamente non guasterebbe perchè man mano nel tempo  trincee ecc  si sfasciano  e non sarà mai più possibile un loro restauro.Chi potrà mai sapere dove sono finiti i pezzi?
Grazie e cordiali saluti
Angelo Bottiggi

_______________________________________

Caro Direttore,

una considerazione ed alcune domande sulla vicenda della distruzione di un tratto di Linea Cadorna.

La considerazione: tira più una cazzuolata di cemento che un carro di buoi.

Ovvero, siamo la provincia dei 7 laghi, della naturale vocazione turistica, del Convention Bureau, degli alberghi e del mondiale di ciclismo del 2008, del rilancio della sponda "magra" del lago Maggiore, la provincia dove ogni problema occupazionale, viabilistico, ambientale e scolastico verrà risolto con la "valorizzazione del territorio" (virgolettato in quanto questa è la frase più ricorrente nei convegni e nei discorsi di una certa classe politica) e poi che ti pensa l’amministrazione di una delle cittadine più vocate a tanta ricchezza potenziale ?

Ma sì, una bella ruspa al lavoro per triturare un pezzo della storia non solo di Luino, di Varese, ma dell’Italia intera, qualche, purtroppo metaforica, cazzuolata di cemento e vedrai che ogni nostro desiderio si avvera. Se tutte le amministrazioni locali si comportassero così, il tanto atteso Ecomuseo sarà di fatto soffocato nella culla.

Si potrebbe dire: idee poche ed anche molto ben confuse.

La domande:

Se visitate il sito internet del Comune di Luino alla pagina http://www.comune.luino.va.it/rubrica.asp?iR=4&iSR=5&iDet=31130 troverete tutta la documentazione sull’esame dell’impatto paesistico dei progetti. Per chi non volesse perdersi nei, per la verità pochi, meandri della normativa regionale, consiglio la lettura del documento linkato alla seconda voce della pagina citata.

Arrivo la punto: ma la Commissione del paesaggio ha visto questo progetto ? Lo ha approvato senza batter ciglio o ha posto vincoli e fatto osservazioni ? E l’Amministrazione ha preso semplicemente atto, trincerandosi dietro la competenza del dirigente dell’Ufficio, o si è attivata per confrontarsi con i proponenti il progetto ?

E, infine, se il progetto è stato approvato prima dell’entrata in vigore delle norme sul paesaggio, la "vecchia" Commissione Edlizia (nella quale doveva comunque esserci un esperto in beni ambientali) cosa aveva detto ?

Interrogativi, a mio avviso, pesanti. Occorre dare risposta non tanto per salvare la faccia del lato burocratico della vicenda, ma per stabilire una volta per tutte che tipo di sviluppo vogliamo e come lo vogliamo gestire.

Il paesaggio, il patrimonio storico e culturale di un territorio sono un bene comune a tutti. Chi distrugge tali beni compie un torto nei confronti di tutti ed una Pubblica Amministrazione deve, innanzitutto, operare per il bene comune dei cittadini, anche di coloro che lo diventeranno in futuro.

Grazie per l’attenzione e un cordiale saluto.

Angelo Bellora, consigliere comunale di Cardano al Campo

————–
Ho letto con interesse gli  articoli del prof.sacchetti e del dott.bortoluzzi su ciò che stà succedendo su una parte di storia del territorio e per  mia curiosità ho visitato il sito del comune di luino e trovo la delibera n.586 del 23.12.97, in cui si integra la commissione edilizia con la nomina di un esperto in materia di tutela paesistica -ambientale !!!!!
Suggerisco ai lettori di varesenews di leggere quella delibera…..ed ognuno tragga le sue conclusioni!!! 
carlo berlusconi

—————–

Il caso della distruzione di un tratto di Linea Cadorna per far spazio a quattro villette nel comune di Luino sta provocando una serie di reazioni dal mondo della cultura. Ecco le tre lettere giunte in redazione scritte da un professore del Politecnico di Milano e due esponenti del museo della Guerra Bianca di Adamello in provincia di Brescia. E’ il caso di dire che la questione ha superato i confini provinciali anche grazie al web.

Gentile direttore,
leggo con orrore le dichiarazioni del signor Buccinà sulla vostra pagina Web. Qualche giorno fa è uscito un mio articolo sulla rivista lombarda AL dal titolo
"Parchi, dalla cultura del vincolo al vincolo della cultura" (che le allego). Mi pare che questa vicenda confermi perfettamente le mie paure. La dichiarazione del Buccinà è l’esempio palese che le bellezze naturali e storiche esistono solamente se accompagnate da un vincolo impositivo. La maggior parte dei nostri
concittadini non sono in grado autonomamente di riconoscere e conseguentemente rispettare le presenze
del nostro territorio. Capisco certo le esigenze economiche degli operatori commerciali. Ma non sono disposto a comprendere l’arrogante superficialità con cui si affrontano i temi culturali nel nostro paese.
Attenzione, non mi sento di assurgere a ruolo di giudicante sulla qualità del territorio, ma decine di testi
editi sull’argomento dovrebbero far sorgere un piccolo dubbio a chi si appresta pachidermicamente a togliere
per sempre una testimonianza così profonda e radicata dal nostro territorio e, quindi, dalla nostra provenienza culturale.
 

Perdoni il mio sfogo, e mi perdoni pure il signor Buccinà, ma già da qualche anno sto lavorando, in collaborazione con alcuni compagni di viaggio, alla messa in cantiere di un ecomuseo della provincia di Varese. In detto Ecomuseo la Linea Cadorna è trattata con grande riguardo. Vederne morire un pezzo, poi per dar posto a villette, mi fa inevitabilmente arrabbiare. Oltre ad essere professore universitario sono anche io un architetto libero professionista, e non credo che detta demolizione sia l’unica soluzione per intervenire su quel terreno. Forse la verità è che i costi sociali e culturali prodotti dalle demolizioni di beni ambientali non sono a carico dei singoli operatori ma direttamente pagati dalla collettività. Sarebbe bene che qualche operatore illuminato cominciasse a rendersene conto. Ma ad oggi il buio persiste.
       
Arch. Matteo Sacchetti – Politecnico di MIlano
         

              ————————————-

Gentile direttore,

tutto spinge nella direzione proposta da ERSAF cui il Museo aderisce in pieno garantendo il proprio supporto tecnico-scientifico, ossia di arrivare in tempi brevi a creare uno strumento di pianificazione territoriale per imporre nei PRG la tutela dei manufatti.
Altrimenti, tra piste, villette, motocross, boscaioli selvaggi, asfaltature, gente che si porta a casa cippi e targhe, ecc., un pezzo alla volta ci perdiamo tutto.

Antonio Trotti – Conservatore e Responsabile dei Servizi Educativi
Membro della Commissione Tecnico-scientifica
Museo della Guerra Bianca in Adamello
via Adamello, 1 – 25050 Temù, Brescia (Italia)

        
          —————————————

La cosa mi sembra molto grave, comunque rispecchia la diffusa mancanza di conoscenza delle leggi di tutela (e la diffusa mancanza di coscienza del valore culturale del nostro patrimonio storico)

John Ceruti

                   ———————————

Gentile direttore,

In Territorio luinese ci sono trincee anche a Moncucco e sulla Mina. Non in ottimo stato come lo era quella di Voldomino, ma con una loro dignità,e visto come vanno le cose a Luino, forse bisognerebbe mobilitarsi.

Giovanni Petrotta – Democratici di sinistra Luino

Tutti gli eventi

di luglio  a Materia

Via Confalonieri, 5 - Castronno

Redazione VareseNews
redazione@varesenews.it

Noi della redazione di VareseNews crediamo che una buona informazione contribuisca a migliorare la vita di tutti. Ogni giorno lavoriamo cercando di stimolare curiosità e spirito critico.

Pubblicato il 16 Novembre 2006
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.


Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.