Mucci attacca: «Da Busto Arsizio solo provocazioni»

Duro il primo cittadino gallaratese con il suo collega Farioli: pomo della discordia la prevista fusione tra Amsc e Agesp per la gestione del gas

Rosa o Farioli, i burrascosi rapporti tra Gallarate e Busto Arsizio non si placano. Pomo della discordia la prevista scissione parziale proporzionale tra le multiutility Amsc e Agesp, quello che resta del progetto di Prealpi Servizi, diventata poi Prealpi Gestioni: si tratta in sostanza di arrivare alla fusione tra i rami d’azienda delle due multiutility a maggioranza pubblica, per consentire alla nascitura società unica di avere un bacino adeguato per partecipare alle gare d’appalto per l’erogazione del servizio, cosa che al momento né Agesp, né Amsc possono, da sole, possono affrontare (il limite minimo è 100 milioni di metri cubi di gas come bacino d’utenza, Agesp ne eroga circa 80 e Amsc poco più di 50).  

Il processo per entrare nel mercato è cominciato da tempo: Gallarate e Busto Arsizio, con Varese che si è subito tirata indietro indebolendo l’ancora embrionale Prealpi Servizi, hanno cominciato un percorso comune, discutendo e facendo incontri. Nicola Mucci, primo cittadino gallaratese, ha ripercorso le tappe con un infuocato discorso in consiglio comunale, per poi chiedere il ritiro del punto in attesa di novità: «Il punto è cruciale per Gallarate e per il futuro delle nostre multiutility – ha detto Mucci -. Lo scorporo dei rami d’azienda per arrivare alla fusione proporzionale con Agesp è importante per tutti e andrebbe discussa in maniera diversa da come è stata affrontata dal mio collega Farioli. Ci siamo visti, incontrati e abbiamo discusso più volte dello statuto e delle cariche all’interno del consiglio d’amministrazione della futura, necessaria, società congiunta. Era scaturita l’ipotesi di fare un percorso industriale nuovo, condiviso, che desse a Busto l’importanza che merita per il peso economico che ha Agesp rispetto ad Amsc, ma che allo stesso tempo consentisse a tutte le parti in causa di avere adeguata rappresentazione e coinvolgimento: la pari dignità all’interno della nascitura società è un elemento sul quale abbiamo discusso in più circostanze e che mi sembrava appurato – ha aggiunto Mucci sempre più accalorato -. Per questo ho incontrato con i vertici di Amsc quelli di Agesp e il sindaco Gigi Farioli, che ha lasciato il mio ufficio affermando che per evitare di affossare la partita, era il caso di fare scelte condivise: uno sforzo virtuoso a parole. Ho presentato due modifiche all’articolo 17 dello statuto secondo quanto ci eravamo detti: presidente e amministratore delegato eletti congiuntamente e l’elezione di un consigliere da parte dei piccoli comuni all’interno del cda e il resto in pari misura tra Gallarate e Busto».  

A questo punto, e siamo al pomeriggio di mercoledì 29 novembre, ore 16.30, il parziale dietrofront di Farioli e la questione che ha fatto imbestialire Mucci: «Quando è arrivata la risposta ai miei emendamenti da Busto Arsizio – ha proseguito il primo cittadino gallaratese -, mi sono sentito preso in giro: Busto in pratica cassava la nostra proposta per quanto riguarda i piccoli Comuni e ribadiva il “no” all’elezione congiunta di amministratore delegato e presidente, mantenendo inoltre il 50 per cento più uno nel cda. L’elezione congiunta di presidente e amministratore delegato ci è stata poi avanzata, ma non nello statuto, bensì in un “patto parasociale” della durata di 5 anni: dicendo “sì” a Busto ci troveremmo tra 5 anni a dover rinnovare, e se non si trovasse l’accordo tutto sarebbe di Busto e ci troveremmo con un pugno di mosche in mano, una vera e propria provocazione. Non è questa la strada e l’ho detto chiaro a Farioli: non è la linea che serve per instaurare un rapporto positivo e fare progetti a lungo termine. Con Farioli, due ore dopo, ci siamo risentiti e lui ha detto che avrebbe fatto “digerire” alla propria maggioranza le istanze da me avanzate: ci sono in ballo milioni di euro e servizi dedicati ai cittadini, non capisco questo modo di governare e non lo condivido. Sarebbe stato meglio che Busto ci avesse fatto una proposta d’acquisto per Amsc: avremmo valutato una proposta economica e non ci saremmo sentiti presi in giro».  

Al termine del lungo discorso di Mucci, una volta ritirato il punto, lo stesso sindaco, assessori, alcuni uomini della maggioranza (An, Lega Nord e Forza Italia) e il presidente di Amsc (tuttora uomo forte di Forza Italia a Gallarate e non solo) Nino Caianiello si sono chiusi in una saletta limitrofa all’aula del consiglio comunale: sono volate parole grosse, i toni sono stati accesi e la discussione vibrata: «Ogni tanto serve un chiarimento», ha commentato Mucci. Presto sarà convocato un nuovo consiglio comunale straordinario per votare il punto in discussione: sempre che da Busto Arsizio arrivi un cenno d’intesa.

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Pubblicato il 30 Novembre 2006
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