«Per noi le ricerche continuano». In 30 per cercare l’amico scomparso
C’è perfino chi è tornato dall’estero per partecipare al recupero di Livio Visintini: gruppi organizzati su barche compiono 3-4 uscite al giorno sul lago
Non
hanno la tuta dei sommozzatori o dei vigili del fuoco. Non sono
esperti nel recupero di persone in acqua, ma in questi giorni hanno
imparato a portare una piccola imbarcazione, magari a usare la radio
e a passare giornate intere tra le onde del lago. Tutto questo perché
mossi da una tragica quanto nobile motivazione: cercare di riportare
a riva il corpo dell’amico dato per disperso da una settimana. Sono
un gruppo di amici, una trentina, tutti di Varese o dei paesi alle
porte del capoluogo che conoscevano bene Livio Visintini, il
cinquantaquattrenne di Bodio Lomnago che ancora non si trova dopo la
sciagura del primo novembre, dove ha trovato la morte il piccolo
Renzo, suo figlio, con lui in canoa per una gita sul lago.
Fanno i
dirigenti, sono impiegati, professionisti gente che, a seconda del
lavoro e dei suoi tempi, cerca di sfruttare le ore di luce per
arrivare sulle rive del lago di Varese, e cercare tra i canneti e le
rive più inaccessibili.
«Da quando è successa
la tragedia ogni giorno veniamo sul lago – spiega Franco Bisaccia,
tecnico informatico – . Prima assieme ai vigili del fuoco e alla
protezione civile. Ora che le ricerche si sono attenuate continuano
da soli. Utilizziamo barche prestateci dalla Canottieri Varese e
dalla Lega Navale della Schiranna o da alcuni pescatori».
Attualmente
le ricerche dei vigili del fuoco sono ancora in corso, anche se con
meno mezzi rispetto a settimana scorsa. Sul lago di Varese opera un
gruppo di sommozzatori e un’ora al giorno un elicottero compie il
sorvolo delle specchio d’acqua nella speranza di vedere qualcosa.
E
poi ci sono loro, gli amici di Livio. «Pattugliamo il lago fino
a quattro volte al giorno approfittando della luce – spiega
Bisaccia. Ci dividiamo le zone: io, assieme a mio fratello
coordiniamo le operazioni. Più o meno l’equipaggio di ogni
imbarcazione è composto da 3-4 persone. Sono amici di Livio
che come me, che lo conosco da 29 anni, molti dei quali passati
nell’attività alpinistica, offrono un po’ del loro tempo
libero per riportare a casa il loro amico. Sono dirigenti, manager,
impiegati. C’è perfino un ingegnere che lavorava all’estero
e che è tornato a casa proprio per partecipare alle ricerche».
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