Ticket di ingresso: motivazioni ed esperienze europee
Aspetti positivi e negativi di ciò che comunemente è chiamato Road pricing, nell'intervento di Massimiliano Sartori, ricercatore del Cerst, centro di ricerche sul territorio di Liuc
Pubblichiamo l’intervento sui ticket di ingresso di Massimiliano Sartori pubblicato sull’ultima newsletter del Cerst, Centro ricerche per lo sviluppo del territorio dell’Università Cattaneo di Castellanza, dal titolo: "Road pricing: teoria e applicazione"
Con il termine Road Pricing s’intende quell’insieme di strumenti di tariffazione applicati su uno o più tratti della rete stradale esistente. In termini più giornalistici il Road Pricing è conosciuto anche come "ticket di ingresso".
Fino ad oggi, l’applicazione di tariffe e pedaggi su parte della rete stradale è riferita, in genere, all’esazione di pedaggi sulla rete autostradale o all’attraversamento di ponti e gallerie.Tuttavia, dato il costante e continuo incremento del traffico su gomma nei centri urbani e data la crescente sensibilità dell’opinione pubblica sui temi ambientali, si è iniziato ad applicare tali sistemi di tariffazione anche all’interno dei centri urbani al fine di gestire in modo più efficiente la mobilità.
L’idea che sta alla base di tale scelta si fonda sui più classici e consolidati principi economici: aumentando il prezzo di un bene si osserva, generalmente, una diminuzione della domanda ad esso connessa. In quest’ottica, il pagamento di un pedaggio costituisce l’elemento per favorire l’allineamento fra domanda e offerta di mobilità. Sempre dal punto di vista economico, inoltre, dato che l’attività di trasporto genera esternalità negative che non vengono direttamente pagate da chi le produce, ma dalla collettività, il pagamento di una tariffa rappresenta un prelievo diretto in capo a chi produce le esternalità negative in determinate zone, fasce orarie e periodi dell’anno.
L’introduzione di sistemi di Road Pricing, quindi, impone al guidatore il pagamento di un pedaggio che trova una corrispondenza nei costi esterni che esso genera, come ad esempio l’emissione di gas serra, l’emissione di polveri sottili, l’incremento di inquinamento acustico, i costi legati all’incidentalità e al tempo perso causato dal congestionamento della rete stradale. A livello aggregato, pertanto, tale costo funge da incentivo per l’utilizzo efficiente delle risorse limitate (ad esempio lo spazio veicolare).
A livello internazionale, le città nelle quali si è implementato un sistema di tariffazione sono Trondheim, Oslo e Bergen (Norvegia), Londra e Durham (Gran Bretagna), Stoccolma (Svezia), Santiago (Cile), San Diego (Stati Uniti), Melbourne (Australia) e Singapore.
Si riportano le dinamiche generate dal Road Pricing su due città: Trondheim e Stoccolma. Trondheim è stata la prima città al mondo ad introdurre un sistema di tariffazione completamente automatico e la prima al mondo a cessare l’operatività dello stesso. Il sistema introdotto nel 1991 dopo circa 15 anni raggiunse tutti gli obiettivi prefissati. Con i fondi raccolti si è finanziato il potenziamento delle infrastrutture di trasporto della Città, le emissioni inquinanti si sono ridotte del 10%, si è registrato uno spostamento strutturale dei traffici dall’automobile privata ai mezzi pubblici, si sono potenziate le piste ciclabili e sono state migliorate le zone pedonali e le aree verdi.
A Stoccolma, invece, il sistema di tariffazione è stato sperimentato per sette mesi. Dall’analisi dei risultati emerge come il congestionamento stradale si è ridotto del 22% nell’area soggetta a tariffazione. Il trasporto pubblico locale, ha registrato un incremento di circa 80.000 viaggi al giorno.
Infine, con riferimento agli impatti sul settore commerciale, dopo una serie di analisi approfondite effettuate dall’Istituto di Ricerca Svedese per il Commercio, sono emersi alcuni segnali contrastanti. L’introduzione del Road Pricing sul settore del commercio al dettaglio a Stoccolma ha prodotto una diminuzione del fatturato di circa il 6% nelle attività ubicate all’interno dell’area soggetta a tariffazione, mentre ha prodotto un incremento del 7% nelle attività commerciali ubicate all’esterno dell’area soggetta a tariffazione.
In conclusione, dalle differenti analisi di natura economico-finanziaria e di impatto economico e sociale, emerge quanto segue: il traffico e la congestione stradale rappresentano un fenomeno avverso per il business ed è utile ricercare delle soluzioni per risolvere questo problema; in tale contesto iniziative volte alla riduzione del congestionamento stradale devono essere valutate nel loro complesso e non come iniziative singole, pertanto, come in altri casi di potenziamento/gestione del sistema dei trasporti, alcune attività economiche possono trarre vantaggio dalla nuova situazione altre, invece, possono essere svantaggiate; se si vuole risolvere il problema del congestionamento stradale, tali iniziative devono costituire una parte di un ampio piano di ridefinizione degli assetti viabilistici e trasportistici e non devono rappresentare il provvedimento principale ed esclusivo.
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