L’arabo sì, il lombardo no
Le critiche della Lega Nord di Saronno: "Bene per i corsi ai bambini stranieri, ma perché non si fanno quelli nella nostra lingua?"
Riceviamo e pubblichiamo
I corsi di lingua araba per bambini afro-padani non può fare che bene, dato che fa apprendere loro le proprie radici. Chi ha radici profonde non diventa integralista, perché non è uno sradicato e capisce l’amore degli altri per le altre culture. Personalmente mi è piaciuto il ragionamento del signor Hammani quando per la prima volta ha parlato di rinsaldare i legami con la propria cultura d’origine, dato che ha fatto lo stesso ragionamento che da
sempre facciamo noi per la salvaguardia e la promozione del lombardo.
Ben venga quindi la conoscenza della propria cultura da parte dei bambini afro-padani, basta che si auto-finanzino.
Questi bambini non saranno degli sradicati, e quindi non matureranno mai l’odio verso la cultura lombarda, come invece è successo con i figli degli immigrati in passato.
Secondo noi si deve copiare dal modello Catalano, dove si insegna il catalano al posto dello spagnolo per favorire l’integrazione sociale e culturale anche degli immigrati. Integrazione infatti non vuol dire perdere la propria cultura originaria per sostituirla con la nostra.
Per una piena integrazione servirebbe che il Comune di Sarònn investisse su corsi di lingua, storia e cultura lombarda. L’Assessore alla Cultura però si è sempre dimostrato sordo alle nostre richieste bollandole come folkloristiche. Adesso devono spiegarci la disparità di trattamento, dato che anche noi abbiamo fatto lo stesso discorso del signor Hammani, ma per il lombardo. Perché quando chiediamo di valorizzare il lombardo ci viene risposto che piuttosto di mettere cartelli toponomastici in lingua locale, preferiscono mettere quelli in cinese o in arabo?
Questa è intolleranza bella e buona.
Negano la possibilità di fare corsi di lingua lombarda, impedendo così agli studenti lombardi di amare la propria lingua, la propria storia e la propria letteratura. Eppure la lingua lombarda ha dignità culturale pari a quella araba. Perché il Comune finanzia gli uni ed è contrario all’uso del lombardo?
Da dove prende i soldi il Comune? Non ci sono i soldi per le scuole medie pubbliche per fare corsi di recupero per gli studenti stranieri per insegnare loro l’italiano, ma si trovano le risorse per finanziare corsi di arabo?
Ricordo che siamo in Europa e il Comune, visto che evidentemente ha trovato dei soldi in più nel cassetto, dovrebbe prima di tutto finanziare corsi per tutti gli studenti, a prescindere dalle proprie origini geografiche, per insegnare loro almeno una seconda lingua a scelta tra le tre lingue ponte: francese, tedesco e inglese. Il signor Sindaco Gilli e l’Assessore Cairati trovino prima i soldi per tutti gli studenti sia padani sia afro-padani, e poi vadano a investire su corsi nelle lingue locali delle popolazioni ospiti.
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