La corsa all’acqua dei comuni più a secco

Le previsioni non incoraggianti per la prossima estate hanno messo in all'erta gli amministratori. Ecco come si muovono Gemonio, Daverio, Brebbia e Viggiù: quattro fra i centri tra i più colpiti nei mesi scorsi

L’estate scorsa furono i luoghi simbolo di una piaga fino ad allora quasi sconosciuta in provincia di Varese. Daverio, Gemonio, Brebbia, Viggiù e altri: paesi che si affacciano dalle colline, all’ombra delle Prealpi, che ospitano sul proprio territorio torrenti e addirittura frazioni di lago ma che d’un tratto si ritrovarono sofferenti per la siccità. Un problema che rischia di ripresentarsi nei mesi prossimi, tanto che la Protezione Civile nazionale ha già stabilito una "cabina di regia" per fronteggiare i problemi derivati dai mutamenti climatici di questi anni. Vediamo quindi come i diversi comuni stanno affrontando la questione, tra trivellazioni di nuovi pozzi, aggiustamenti alla rete, ottimizzazione delle risorse.

GEMONIO – Per l’estate 2007 non si farà in tempo, ma il paese all’imbocco della Valcuvia ha già imboccato la strada dell’autosufficienza idrica grazie alla trivellazione di due nuovi pozzi, scavati su un terreno acquistato dal comune che si trova sul territorio di Brenta. Poche decine di metri oltre il confine, nei pressi del torrente Boesio.
«Il primo pozzo è già completo, abbiamo già effettuato le prove di pompaggio: ci dà circa 8/9 litri al secondo» spiega l’assessore ai lavori pubblici Alberto Mailli. «Tra un mese sarà pronto anche il secondo pozzo, poi procederemo alla gara d’appalto per la canalizzazione fino al bacino del "Valaà" (nella foto il serbatoio di via Trieste), in cima alla collina, e per un nuovo piccolo serbatoio. Nel 2008 sarà tutto pronto». Intanto però Gemonio si prepara all’estate con qualche timore in meno, anche perché «Abbiamo riparato una forte perdita nella parte bassa del paese e i benefici si vedono già. Il recupero è di 300-350 metri cubi al giorno: in questo modo dovremmo superare indenni l’estate, avendo a disposizione 26 litri al secondo contro i 22-23 necessari». I nuovi pozzi, che in totale daranno circa 15/18 litri al secondo, daranno una mano anche a Brenta, che per ora non ha bisogno. «L’accordo – conclude Mailli – è quello di cedere a Brenta l’acqua ricavata al di sopra dei 20 l/s ma anche di intervenire in caso di necessità». 

DAVERIO – A giugno fu il paese simbolo della carenza d’acqua (nella foto una delle cisterne installate), insieme a gran parte della Valbossa. Ora Daverio si sta muovendo per prevenire la siccità su diversi piani.
«Stiamo seguendo due direzioni – sostiene il sindaco Alberto Tognola – La prima riguarda la parte strutturale, la seconda quella dei cittadini. Per gli impianti, in accordo con Aspem, stiamo rilevando un terreno in località "Cascina Fontana": se tutto andrà come ci si augura, nel giro di qualche mese potremmo avere un nuovo pozzo attivo. Nel frattempo installeremo una nuova pompa di tipo booster al bacino principale, perchè ora quando il suo livello scende sotto il 25-30% non riesce più a servire una parte del paese. E provvedimenti simili saranno presi al bacino di Dobbiate dove le pompe sono installate in alto e in periodi asciutti faticano a lavorare. Inoltre Aspem ha già realizzato nuovi pozzi a Induno e Castronno, la cui acqua sarà messa in rete anche per Daverio: qui interverremo per potenziare le tubature».
Per quanto riguarda la popolazione a Daverio ha già preso il via una campagna di sensibilizzazione che ha raggiunto tutte le famiglie residenti. «Inoltre – prosegue Tognola – assegneremo gratis a tutti coloro che li richiederanno i diffusori da applicare a docce e rubinetti, con cui si risparmia il 30% dei consumi. Infine abbiamo approntato un censimento di tutti quegli impianti speciali (piscine, pozzi, irrigatori), in modo da poter sanzionare chi non rispetterà le ordinanze». Il primo cittadino non risparmia una stoccata ai politici più altolocati: «Il nostro Comune ha pagato 60mila euro per far fronte alla siccità del 2006 e non ha ancora avuto un centesimo di rimborso. Ho cercato di parlare con l’assessore regionale Buscemi, ma ha preferito non rispondermi al telefono. Io attendo ancora di sapere qualcosa in merito».

BREBBIA – «Le previsioni non sono delle migliori, ma noi ci stiamo preparando da mesi» spiega il vicesindaco di Brebbia Giulio Brughera che illustra i provvedimenti che si stanno prendendo per scongiurare una situazione che nel 2006 fu davvero difficile (foto: una delle ordinanze emesse allora). «Anzitutto sono stati sostituiti tutti gli impianti di prelievo dei pozzi della "Ghiggerima", i quali sono stati anche puliti a fondo per avere una resa migliore. Poi l’amministrazione ha rinnovato l’accordo con il Ccr di Ispra per avere, in caso di bisogno, una fornitura di acqua per uso industriale. Per questo motivo abbiamo anche ottenuto i fondi regionali per realizzare una rete apposita. Inoltre ci siamo convenzionati con il sistema dell’acquedotto di Malgesso-Biandronno-Bardello che immetterà acqua direttamente nella nostra rete». Oltre a queste "mosse", utili soprattutto nel futuro prossimo, l’amministrazione del sindaco Rosella Barboni ha pensato anche a un nuovo pozzo. «Il territorio comunale è stato monitorato a fondo e ciò ha permesso di localizzare un punto dove captare acqua: è sempre nella zona della Ghiggerima e in questo periodo stiamo trattando l’acquisto del terreno. Ci vorrà del tempo, anche perché dovremo realizzare una strada d’accesso, ma contiamo di realizzarlo il prima possibile per far fronte alla siccità. Per quest’anno comunque metteremo in atto una campagna preventiva di sensibilizzazione sui consumi idrici: non si sa mai».

VIGGIU’ – L’idea dei diffusori da distribuire ai cittadini attuata a Daverio è anche nell’agenda del primo cittadino di Viggiù, Federico Rizzi. «Ci stiamo pensando e non è detto che a breve potremo attuarlo. Intanto, attraverso Vi.Cli.Sa. (la società che gestisce le reti idriche di Viggiù, Clivio e Saltrio in collaborazione con Sogeiva ndr), abbiamo dato il via a una campagna di sensibilizzazione tra i cittadini. Inoltre sul territorio comunale sono già state sostituite alcune vecchie saracinesche e diversi tratti di tubature; un lavoro che proseguirà e che mi auguro ci permetterà di diminuire le perdite della rete in modo sensibile. Infine, Vi.Cli.Sa. ha ipotizzato di trovare nuove fonti di approvvigionamento e di mettere a punto un diverso sistema di gestione delle risorse. Con i miei colleghi sindaci degli altri due paesi lavoro in accordo, e nei prossimi mesi conto di trovare altre soluzioni per attenuare il rischio siccità».

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Pubblicato il 18 Gennaio 2007
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