“Senza un po’ d’evasione fiscale moriremmo”
Un lettore risponde a chi accusa gli esercenti di non rilasciare gli scontrini
Le scrivo perché mi piacerebbe sollevare un dibattito sulla fiscalità italiana, a fronte dei recenti articoli comparsi su Varesenews.
La mia personale esperienza mi induce, addirittura, a credere che senza “il nero” molte attività avrebbero già chiuso da parecchio tempo. L’evasione fiscale di certi soggetti, conosciuta il più delle volta anche dalla Guardia di Finanza, crea vere e proprie “disparità” di trattamento, perché molto spesso gli accertamenti fiscali si fanno dove l’operazione può avere grande visibilità, oppure dove il titolare non è “amico” di nessuno di quelli che contano.
La grande ipocrisia, quando si parla di evasione, è che SI SA che certi tipi di attività fanno moltissimo nero: si veda i ristoranti, le pizzerie, le discoteche, i parrucchieri, le estetiste, gli architetti, gli avvocati, i costruttori etc.., naturalmente anche molte società, molte aziende, “devono” fare del nero: è in gioco una precaria economia di gestione che le vedrebbe chiudere se dovessero pagare tutte le tasse statali per intero.
Il mio più grosso motivo di rabbia, però, è che di evasione si parla solo al nord. Si badi bene che non sono leghista, anche se guardo con favore al federalismo fiscale.
Nella realtà dei fatti il sud è zona off limits: chi ci è stato recentemente sa che lo scontrino non viene mai rilasciato, che i soldi che girano nelle attività commerciali e artigianali sono prevalentemente soldi in nero. Diversamente, l’economia non reggerebbe, almeno per le attività più piccole.
Ma, che io sappia, gli accertamenti e le bastonate arrivano sempre e soltanto al nord, vero motore produttivo dell’Italia, dimenticando, forse per pietà, che anche al sud si evade il fisco, nelle forme più palesi e vergognose, appunto.
Senza scendere tanto giù, in una settimana di vacanza in Umbria solo un albergo mi ha rilasciato ricevuta! Possibile? Certo, e noi siamo qui a chiederci se sia moralmente riprovevole non emettere scontrino.
A mio avviso, l’evasione fiscale è socialmente tollerata perché la generalità dei cittadini è consapevole della grande ingiustizia sociale quando si parla di fisco in Italia: imposte troppo alte, pagate sempre dai soliti, accertamenti e bastonate sempre ai più deboli.
Emanuel Carnevali
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