Catania, il giorno della rabbia e del dolore

Il governo promette interventi duri e strutturali; lunedì i funerali dell'agente ucciso, Filippo Raciti

Sono 22 (fra cui nove minorenni) le persone arrestate a seguito dei gravissimi incidenti avvenuti venerdì sera a Catania, fuori dallo stadio "Massimino", dopo il derby Catania-Palermo,costati la vita all’ispettore capo d lla Polizia di Stato Filippo Raciti. L’uomo sarebbe stato ucciso non dalla bomba carta, di cui avrebbe "solo" respirato i fumi, ma da un grosso masso che lo avrebbe colpito allo sterno. Nessuno degli arrestati è direttamente collegato alla sua morte; secondo la ricostruzione dei fatti, gli scontri con la polizia sono avvenuti per esclusiva responsabilità dei tifosi etnei, mentre quelli ospiti erano sotto sorveglianza, ancora all’interno del "Massimino". Lo stadio è stato posto sotto sequestro dall’autorità giudiziaria. Intanto i funerali di Raciti sono stati fissati per lunedì; il Comune di Catania ha proclamato il lutto cittadino.

Il giorno dopo la tragedia lo sdegno è grande e fioccano le reazioni, ma si attiva anche la solidarietà: sarebbero già stati raccolti tramite il quotidiano "la Sicilia" oltre 100mila euro a favore di moglie e figli (una ragazza quindicenne e un bambino di nove anni) dell’agente ucciso. Il governo ha promesso per bocca del presidente del consiglio Romano Prodi "provvedimenti robusti e radicali, di lungo periodo, che segnino una svolta". Intanto i colleghi di Raciti denunciano un vero e proprio agguato premeditato dei "tifosi" contro di loro. Come ricorda un agente, appena una settimana fa un ultras catanese, processato, aveva patteggiato una pena modesta; sarebbe uscito dall’aula di tribunale ridendo in faccia all’ispettore capo, che aveva testimoniato contro di lui.

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Pubblicato il 03 Febbraio 2007
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