L’Università dell’Insubria cresce a Varese, ma si blocca a Busto

A sei anni dall'annuncio, sembrano maturi i tempi per completare il campus universitario a Bizzozero. Crisi nei rapporti con la giunta Farioli

«Non siamo mai stati avvisati ufficialmente, ma sappiamo che il consiglio comunale di Busto non ha approvato la proposta di convenzione con l’ateneo. E i rapporti si sono interrotti». È infastidito il Rettore dell’Università dell’Insubria Renzo Dionigi sulle polemiche sorte attorno all’attività accademica bustocca.
La scorsa settimana, il malumore dell’amministrazione bustocca era emersa netta in consiglio comunale a causa del mancato avvio del corso in scienze infermieristiche: « Il motivo tecnico è quello che il Ministero ha ridotto il numero di posti disponibili – chiarisce il Rettore – ma di fondo c’è la rottura dei rapporti con l’azienda ospedaliera locale. Se non abbiamo la collaborazione dell’ospedale locale, come si fa a far partire il corso?».

Battibecchi, dunque, che però lasciano l’amaro in bocca quando si cerca di far decollare una realtà accademica: tra le vittime c’è anche l’attività di ricerca che attende di poter prendere possesso della palazzina Manara, ormai ristrutturata, ma che rimane chiusa perchè la giunta di Farioli ha bloccato l’acquisto degli arredi in attesa di chiarire i rapporti con l’ateneo: « È una situazione confusa che ci vede in grande imbarazzo. La nostra disponibilità è massima, ma i problemi non li abbiamo creati noi».

Ad eccezione di Busto, i rapporti dell’Insubria con il territorio sembrano ottimali: «La prossima settimana dovremmo raggiungere l’accordo sul rinnovo dell’accordo di programma con il Comune di Varese – spiega ancora il professor Dionigi – Abbiamo avuto un incontro con il Sindaco Fontana e il suo vice Ermolli e abbiamo raggiunto un’intesa di massima. Ora sono al vaglio i dettagli».

Sul piatto c’è anche il futuro sviluppo di Bizzozero che, dopo oltre 6 anni di ritardo, pare essere imminente: «Abbiamo chiesto al Sindaco di facilitare i permessi. Da parte nostra abbiamo pronti i bandi per appaltare il progetto. Se tutto andrà per il verso giusto entro sei mesi potremmo bandire la gara per la realizzazione del campus con 93 posti letto. Sarà una costruzione simile al collegio Volta di Pavia, se non nell’architettura, almeno dei principi edilizi e i tempi di realizzazione saranno contenuti».

Nonostante si discuta ancora sulla carta, il Rettore si dice soddisfatto: «È chiaro che se ci paragoniamo al resto dell’Europa dovremmo sentirci depressi, ma per lo standard italiano non possiamo che gioire di quanto fatto fino ad oggi. Abbiamo una nuova sede per economia, la palazzina Bassani è pronta, tra poco verrà ultimata anche la cascina agricola dove troveranno posto i laboratori di ricerca biomedica. In questo stabile si realizzerà anche una sala refettorio, non sappiamo ancora se un bar o una mensa, che potrebbe essere pronta in un anno. C’è la volontà di tutti di far decollare quest’area, compatibilmente con i tempi burocratici italiani….».

Oltre a Bizzozero, l’Insubria ha chiesto al Sindaco la disponibilità del castello Manfredi per sviluppare attività umanistiche, mentre rimane aperta la proposta di trasformare i giardini di Villa Toeplitz in orto botanico, a disposizione dei ricercatori dell’Insubria ma anche dei ragazzi varesini che volessero approfondire l’argomento: «Il Comune ci aveva anche offerto la disponibilità di una palazzina vicina al parco Toeplitz ma su cui non avevamo le idee chiare. Se qualcuno dei docenti ne facesse richiesta si potrebbe discutere un ulteriore sviluppo».

Indubbiamente meno problematici i rapporti con la Provincia di Varese e con le istituzioni comasche: « Villa Recalcati siede a pieno titolo nel nostro consiglio d’amministrazione perchè c’è un accordo preciso che ci lega. Con Como lo sviluppo è lento ma inarrestabile: ci stiamo ampliando in modo armonioso e i risultati si vedono».

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Pubblicato il 16 Febbraio 2007
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