Lunga vita all’Italia, ma si amplia la differenza nord-sud

Pubblicati i dati di Osservasalute per il 2006. Tra i fattori di rischio fumo e obesità

L’Italia gode di buona salute. Questo il responso del rapporto "Osservasalute" del 2006 (dati 2004). L’Italia è tra i paesi più longevi del mondo, grazie ai progressi in medicina e alle migliori condizioni di vita. Le donne vivono più degli uomini (la speranza di vita alla nascita è di 83,7 anni contro i 77,7 degli uomini). Tra le regioni svettano le Marche, mentre la maglia nera è della Campania. Nessuna novità per quanto riguarda i fattori di rischio per la salute: le maggiori insidie vengono dal fumo e dall’obesità. I fumatori, pur se ancora numerosi (25% della popolazione) sono in calo, mentre il 42,6% della popolazione è in sovrappeso.

Il Sud ha costantemente statistiche peggiori del Nord Italia: nel Mezzogiorno il tasso di mortalità per diabete è più alto, ed è anche in ritardo sulla prevenzione dei tumori. Lo squilibrio Nord- Sud è acuito dalla devolution, che ha aumentato squilibri e differenze tra le diverse regioni. Anche il campo dei servizi ai disabili (fisici e/o psichici) registra la stessa tendenza: nel nord sono dieci volte superiori che al sud.

Si sono registrati 32.996 nuovi casi di AIDS (1,8 ogni 100.000 abitanti), un trend in cosstante calo dal 1996/97. Gli incidenti sono stati 224.553 con 5.623 decessi e 316.630 feriti.

Il Molise ha il primato del più alto numero di cure a domicilio (ADI: Assistenza Domiciliare Integrata), con 2.167 pazienti curati ogni 100.000. 

 

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Pubblicato il 19 Febbraio 2007
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