Movimento Libero dà l’assalto a Villa Recalcati

Alessio Nicoeltti e Matteo Pelli, 64 anni in due, costituiranno il "ticket all'americana" presidente-vice: «Muoviamo guerra alla partitocrazia»

Alla contesa per la poltrona più alta di Villa Recalcati si aggiunge da oggi un nuovo candidato presidente: è Alessio Nicoletti di Movimento Libero. Con lui, in un vero e proprio ticket all’americana, si candida a vice Matteo Pelli. Un duo giovane (64 anni in due), che promette scintille e lotta serrata al sistema dei partiti che, dicono, «con le sue oligarchie nazionali e locali, blocca ogni iniziativa e ogni cambiamento». Il candidato presidente ha alle spalle una lunga carriera in politica, iniziata d appena 19 anni come consigliere di circoscrizione; tre anni dopo ne era già il presidente, e nel 2002 fu il più votato di An alle comunali, diventando assessore. «Dopo tre anni ho definitivamente realizzato che il sistema in sé non funzionava: per questo sono uscito e ho fondato Movimento Libero, non per beghe personali come altri hanno detto».

Parlantina sciolta, sicuro di sé e saldon nelle sue convinzioni, Nicoletti è un torrente in piena: ha idee chiare, e vuole metterle in pratica. «Non faremo alleanze con alcuna struttura partitica. Hanno cercato a tutti i costi di inquadrarci, ma nel mio movimento ci siamo io che vengo da An, Pelli che era in Forza Italia, ma anche gente che viene da Rifondazione. Ai nostri occhi centrosinistra e centrodestra condividono i medesimi basilari difetti: e quanto al Polo civico di centro, è pur sempre un gruppo di partiti. E noi facciamo la guerra ai partiti. La porta resta aperta solo per alcune liste civiche locali del tutto slegate da logiche partitiche». A livello di elezioni comunali, annuncia Nicoletti, Movimento Libero correrà  a Sumirago e Brissago Valtravaglia, «più un terzo centro che non annuncio ancora, sarà una sorpresa».

 

Motivo della scelta di candidarsi in provincia? «La base me lo ha chiesto: ora costruiremo un programma serio e meditato ascoltando la gente in incontri pubblici e per strada, con banchetti e gazebo. Ogni voto dato a noi sarà un ceffone alla partitocrazia» annuncia Nicoletti. La posizione antipartitocratica espone però a controaccuse di populismo e di antidemocraticità, cui il candidato ribatte con forza. «Siamo legati ai valori costituzionali e democratici, in cui pienamente ci riconosciamo. Populismo? Se essere contro una struttura di potere soffocante, pervicace ed onnipresente, che avviluppa e soffoca ogni iniziativa necessaria nell’interesse dei cittadini elettori, è populismo, allora io sono il primo populista d’Italia. Ma un conto è il populismo, un conto è la demagogia, cioè raccontare balle agli elettori, quello che i partiti fanno da tanto, troppo tempo». Quanto alle iniziative che Movimento Libero prenderebbe in caso di vittoria, Nicoletti è secco: «Riduzione di almeno il 10% delle indennità degli amministratori; non più di otto assessori in Giunta; stop alle consulenze esterne e agli incarichi». Argomento, quest’ultimo, sentito un po’ ovunque: Movimento Libero mira da un  lato a valorizzare le competenze interne («ci sono tecnici bravissimi in molte amministrazioni locali» rimarca Pelli), dall’altro a stroncare una volta per tutte il clientelismo delle caste professionali su cui si basa il sistema sociopolitico locale e nazionale.

 

Nicoletti e Pelli non si lasciano sfuggire l’occasione per qualche commento su altre questioni prettamente varesine – o che si vorrebbe restassero tali. Lo scontro Fontana-Rete55, ad esempio: secondo i leader di Movimento Libero Fontana poteva anche torto nel merito dell’uso della trasmissione, ma la  cosa è stata poi usata «pesantemente» contro di lui. «Vi sembra normale, poi, che un segretario di partito voglia far sospendere ai suoi la partecipazione ad una trasmissione che è di servizio pubblico?». Ma anche l’evoluzione della vicenda stadio lascia interdetti i due. «Abbiamo detto e ripetiamo che su questo punto non c’è volontà politica di agire» osserva Nicoletti, e di rimando Pelli infierisce: «Ma è mai possibile che si arrivi a parlare di costruire il nuovo stadio del Varese… a Gallarate, come si è eletto oggi sui giornali, mentre a Masnago si parla di farci un centro commerciale?»

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Pubblicato il 03 Febbraio 2007
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