Operazione antiprostituzione, cinque arresti

Quattro degli arrestati sono cinesi, due donne: al centro lo sfruttamento delle immigrate e un vero proprio call center per "prenotare" gestito da Milano, con tanto di pubblicità sui giornali

Cinque arresti per ricettazione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione: questo il "carniere" dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile e della Stazione di Busto Arsizio, che nei giorni scorsi a Busto e Milano hanno completato un’operazione antiprostituzione.

L’operazione ha avuto inizio con l’arresto di una giovane donna di 26 anni, originaria della Romania ma cittadina italiana, residente in provincia di Roma. La ragazza era stata trovata in un appartamento di Via Albertario a Busto Arsizio: qui "gestiva" una ragazza rumena di 31 anni che faceva prostituire, con tanto di pubblicità fatta stampare su un quotidiano a diffusione locale.
I clienti "si prenotavano" per telefono, poi venivano ricevuti nell’appartamento dalla donna arrestata, cui era intestato anche il contratto d’affitto. L’indagine non si è comunque fermata qui: poco tempo dopo, in un’altra zona della città è stato scoperto un altro
appartamento dove veniva fatta prostituire una donna di origine cinese di anni 34, clandestina e madre di due figli). La donna, attirata in Italia presumibilmente con la prospettiva di un lavoro sicuro presso qualche connazionale, era stata privata dei documenti d’identità e si era vista costretta ad accettare la "proposta" di prostituirsi pur di poter mantenere i figli piccoli rimasti all’estero.
A "gestire" la donna erano alcuni suoi connazionali che avevano creato un vero e proprio call center, forse destinato ad occuparsi della prostituzione di più di una ragazza.
Infatti le telefonate dei clienti venivano ricevute da una donna che si trovava in un luogo diverso da quello dove venivano effettivamente ricevuti i clienti: con quasi assoluta sicurezza le forze dell’ordine indicano Milano come centro della rete telefonica che gestiva le chiamate dei clienti. Come nel caso precedente, anche qui i clienti venivano attirati tramite un annuncio su un quotidiano che pubblicizzava la disponibilità di una giovane ragazza per l’esercizio della prostituzione.
I clienti, telefonando, e parlavano con una donna straniera che poi li
indirizzava verso l’appartamento nella zona di Via Grosseto, dove ad attenderli c’era la donna trovata dai carabinieri, che non parla italiano. Individuato l’appartamento di Via Grosseto ed identificata la donna che si prostituiva, i Carabinieri hanno atteso l’arrivo di tre
persone che avrebbero dovuto riscuotere il denaro guadagnato da quest’ultima.
Quando i tre, una donna e due uomini rispettivamente di 33, 38 e 40 anni, tutti cinesi e di Milano, sono arrivati in Via Grosseto, sono stati arrestati con l’accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

Dopo l’arresto sono state eseguite varie perquisizioni a Milano che hanno portato all’arresto di un altro cinese quarantenne per
il reato di ricettazione. In casa oltre a settemila euro in contanti, sicuramente di provenienza illecita, sono stati trovati dei documenti rubati ad una studentessa originaria dell’Abruzzo.
E’ stato accertato che il gruppo criminale intestava gli appartamenti e le utenze telefoniche a persone ignare del fatto, cui erano stati sottratti i documenti d’identità.
Per quanto riguarda la ragazza cinese trovata nell’appartamento di Via Grosseto sono stati attivati gli interventi assistenziali previsti dalla legge: è stata collocata in una struttura di accoglienza sita in Lombardia.
Le Procure competenti per le indagini sono Busto Arsizio e Milano.

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Pubblicato il 02 Febbraio 2007
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