“Penelope è partita”: storie di migranti di oggi e di ieri

Una mostra, un documentario e uno spettacolo teatrale: Coop Lombardia, Cgil, Spi-Cgil, Auser e Arci festeggia dal 24 febbraio la Festa della Donna

Discriminate due volte: come immigrate e come donne. Parliamo delle straniere che vivono oggi nel nostro paese, ma anche delle italiane che a metà dell’800 lasciavano l’Italia. L’idea di accostare queste due realtà è venuta ai soci della Coop Lombardia di Varese in occasione della Festa della Donna: dal 24 febbraio  partiranno infatti una serie di iniziative  proprio su questo tema che attraverseranno tutta la provincia. Il progetto “Penelope è partita. Storie di donne migranti” è realizzato in collaborazione con Cgil e Spi-Cgil (Sindacato pensionati), Auser e Arci.
«L’idea – spiega Alfredo De Bellis di Coop Lombardia settore Soci e consumatori – è quella di analizzare il tema dell’immigrazione ma al femminile. Soprattutto, di accostare in tutte le iniziative proposte la figura della donna italiana che emigrava a quella della donna straniera di oggi nel nostro paese. È vero che le epoche sono diverse, ma le analogie sono tante: stessi motivi, stessi problemi e anche stessi errori». Si parte quindi il 24 febbraio alle 17 con l’inaugurazione della mostra (tutte le iniziative hanno lo stesso nome del progetto) al Museo del Tessile di Busto Arsizio. «Ci sono tanti aspetti in comune – spiega Annamaria Tagliaretti del comitato soci Coop Lombardia di Busto, Cassano Magnano e Legnano -: oggi come allora le immigrate sono numeri, non persone, scappano per la povertà e vengono sfruttate nel paese di arrivo. La mostra, che mette a confronto queste due realtà, è divisa in settori: la vita in patria, la partenza, l’arrivo e il riscatto». Nello stesso pomeriggio verrà presentato lo spettacolo teatrale con Milva Marigliano che sarà riproposto martedì 27 febbraio alle 21 al Cinema Teatro Nuovo di Varese. Ancora, il 10 marzo a Malnate alle 14.30 verrà proiettato nella sala consiliare comunale un documentario con interviste a donne migranti italiane e straniere.

E questo confronto è quantomai essenziale in una società, come quella italiana, dove «l’immigrazione femminile – spiega Gianna Moretto del Coordinamento Donne Cgil – nasconde il fatto che nelle nostre famiglie le responsabilità domestiche sono tutte sulle spalle delle donne. Ci riteniamo un paese avanzato, ma ancora non siamo in grado di dividere i carichi familiari fra mogli e mariti». I numeri infatti, mettono in evidenza come su 47 mila immigrati regolari, nella nostra provincia il 49 per cento siano donne intorno ai 34 anni occupate principalmente nel settore terziario. «Non parliamo di lavori marginali – spiegano Flavio Nossa e Amani Jacques di Cgil – ma di infermiere, colf, impiegati nella ristorazione. La differenza però è fra chi è regolare e chi no, perché in questo caso le donne sono più esposte allo sfruttamento da parte dei datori di lavoro».

Oltre al progetto comunitario, le varie associazioni organizzeranno per l’otto marzo altre iniziative. «Come Arci – spiega il presidente provinciale Giuseppe Musolino – abbiamo deciso di dedicare un mese alle donne con “Un marzo di gran vento”. Durante tutto il 2007, in occasione dell’anno delle Pari Opportunità, promuoveremo svariate iniziative per rivendicare i diritti di tutti quelli a cui vengono troppo spesso negati».
Il collante di tutti questi progetti sembra quindi essere quello dell’ informazione e della  conoscenza. Fra queste si inserisce anche la mostra “Donne nella Cgil. Una storia lunga un secolo», in programma dal 6 all’11 marzo nella Sala Veratti del comune di Varese. «Con questo percorso – conclude Viginia Bianchi della segretaria Spi-Cgil – non vogliamo lanciare messaggi, ma aiutare le persone a conoscere la realtà in cui vivono. Se non si conosce, non si può capire quello che ci succede intorno e iniziare a guardare l’immigrazione in modo diverso».

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Pubblicato il 16 Febbraio 2007
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