Un candidato, i suoi elettori, una provincia da conquistare

Mario Aspesi si presenta a Busto con il suo metodo: presentazione di temi e problematiche forti per il territorio e le istituzioni locali e raccolta di osservazioni per il programma

Mario Aspesi maestro ed allievo di fronte al folto pubblico di Villa Tovaglieri. La saletta, storico luogo d’incontro cittadino, non aveva più spazi liberi per contenere le decine di persone venute ad ascoltare e farsi ascoltare dal candidato presidente della Provincia per l’Unione. Aspesi, sindaco di Cardano e direttore generale di Autogrill, è quel che si dice una persona che ama stare a contatto con le persone: comunicatore attivo e concreto, fa della volontà e dell’ottimismo non strumenti retorici, ma l’abito mentale di chi nella vita ha fatto strada. Ciononostante, in questi incontri con il pubblico che lo stanno vedendo impegnato da un angolo all’altro della provincia, si presenta in veste di maestro quando si tratta di spiegare cos’è la provincia e quali siano le sue funzioni politiche e amministrative, e in quella di allievo quando si tratta di raccogliere le tante osservazioni dei suoi elettori di domani. Così è stato anche questa sera per quello che vuole diventare un metodo abituale per calarsi nelle realtà locali e superare quel gap tra associazionismo, società civile e politica che si denuncia da più parti.

«Nella vita, più che cambiare le cose, è importante saper cambiare i nostri occhi, il modo in cui guardiamo il mondo» dichiara Aspesi, invitando il popolo del centrosinistra a guardare avanti e a non cadere preda della rassegnazione. «Le cifre dicono 60 a 40 per il centrodestra? Macché: il 38 per cento degli elettori nel 2002 non votò nemmeno, e quei voti vanno recuperati. Poi, anche a Samarate la situazione era simile e Solanti (presente stasera a Busto, ndr) ha dimostrato che si può vincere». Praticata l’iniezione di ottimismo, il pubblico è pronto per la "fase due": capire cos’è la provincia e dove può esplicare la sua azione. I dati sono quelli di un territorio sovraffollato e congestionato, eppure in gran parte collinare e montuoso, dunque ricco anche di bellezza naturalistica; a gestirlo è un ente cui successive riforme hanno attribuito oneri ed onori di diversa entità in vari settori.
Dalla difesa idrogeologica e dalla gestione di acqua ed energia fino alla valorizzazione dei beni culturali, da viabilità e trasporti alla protezione dell’ambiente, inclusi la disciplina di caccia e pesca e la gestione dei rifiuti; dall’igiene e profilassi pubblica alle scuole secondarie, all’edilizia scolastica e alla formazione professionale: questi i campi in cui si esplica l’attività della Provincia. Senza contare la Polizia provinciale, la stretta collaborazione tecnica ed amministrativa con i Comuni, la stesura del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale («un piano di orientamento generale delle scelte realizzato dalla Giunta per ultima in Lombardia, e ignorando esplicitamente Malpensa» denuncia Aspesi). Temi pesanti, su cui spesso si fanno domande lecite, ma non sempre quelle giuste. «Acqua, rifiuti: chi li gestirà? ci si chiede. Questo o quel consorzio o ente? Ma non è la domanda definitiva. Chiediamoci invece: come ridurre i rifiuti? come ridurre perdite e sprechi d’acqua potabile dalle reti? Tanto per cominciare si potrebbe usare l’acqua del rubinetto… per bere, visto che le analisi confermano che è migliore di quella in bottiglia: pensate solo alle tonnellate di bottiglie di acqua minerale in plastica da smaltire». Oppure, di fronte ad una provincia messa in ginocchio da una densità automobilistica per abitante senza pari al mondo, «perchè da noi si fanno scelte solo favorevoli all’automobile, quando in Francia in tre ore vai da Parigi a Marsiglia in treno con 16 euro, e in Svizzera ogni vagone delle FFS ha gli stalli per trasportare le biciclette? Perchè in Europa il 42% della mobilità avviene sui mezzi pubblici, e da noi solo il 19%?» E ancora, sui patrimoni artistici e paesaggistici: «Sapete quale monumento italiano campeggia sulla guida Michelin d’Italia? Il Duomo? La Torre di Pisa? No, la nostra Santa Caterina del Sasso».

Domande e osservazioni che introducono quelle, ancora più ampie e generali, del pubblico. Dalla tutela del consumatore alle scelte di edilizia scolastica (campus di Beata Giuliana), dall’osservazione che le tassazioni su auto ed edilizia tengono in piedi i bilanci di Provincia e Comuni «senza mettere le mani nelle tasche del cittadino» (ma devastando il mondo dei suoi figli); dal no alla terza pista di Malpensa, che da sinistra anche a Busto risuona forte e chiaro, fino alle visioni per nulla futuribili di un uso razionale e moderno delle nuove tecnologie energetiche e delle sinergie fra università e ricerca. C’è tutto questo nella "mietitura programmatica" di Aspesi: resterà un domani da aggiungere agli ingredienti la volontà politica per poi "infornare" metaforicamente il programma nella fornace elettorale. Al popolo votante decidere se ne uscirà il pane croccante della vittoria, o grissini penitenziali per altri cinque anni di "vorrei ma non posso".

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Pubblicato il 08 Febbraio 2007
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