Nasce l’asse dell’idrogeno tra Piemonte e Lombardia
Bresso e Formigoni candidano, con un protocollo d'intesa, le rispettive regioni ad avere un ruolo di primaria importanza nella nascente JTI (Joint Technology Initiative)
Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha sottoscritto oggi con la presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, un protocollo d’intesa per creare una "Hydrogen Community" tra le due realtà e candidarsi ad avere un ruolo di primaria importanza nella nascente JTI (Joint Technology Initiative) prevista dalla Commissione Europea come strumento per l’implementazione delle politiche sull’idrogeno e le celle a combustibile dei prossimi anni.
La firma è avvenuta al termine della mattinata di lavoro della seconda giornata della Conferenza internazionale "Transport and Environment: a global challenge – Technological and Policy Solutions", alla presenza del Commissario Europeo per la Scienza e la Ricerca, Janez Potocnik, e del Ministro per le Infrastrutture, Antonio di Pietro. "Le due Regioni – ha detto il presidente Formigoni – hanno da tempo stimolato lo sviluppo di questo settore, realizzando progetti pilota, favorendo le attività di ricerca, stimolando il proprio tessuto imprenditoriale".
Per quanto riguarda la Lombardia, Formigoni ha ricordato la partecipazione, al progetto Zero Regio (all’interno del VI Programma Quadro) e al progetto Bicocca, con la sperimentazione di una vasta gamma di sistemi energetici alimentati ad idrogeno. Proprio pochi giorni fa le prime vetture a emissione zero (Fiat Panda Hydrogen che rientrano nel progetto Zero Regio) sono state affidate da Regione Lombardia in comodato gratuito ad alcune amministrazioni locali, incaricandole di effettuarne la sperimentazione su strada.
Entro 30 giorni Lombardia e Piemonte costituiranno una Cabina di regia congiunta, che produrrà entro tre mesi un’analisi adeguata di potenzialità e progettualità, di criticità e di problemi da risolvere, e un piano strategico completo delle necessarie valutazioni sui costi e sul reperimento delle risorse necessarie. Questo piano sarà poi presentato alla Commissione Europea nell’ambito del VII Programma Quadro per la ricerca.
LA CONFERENZA – Di ricerca, lo sviluppo tecnologico e studio di soluzioni innovative per la mobilità sostenibile si è discusso nella seconda giornata della Conferenza internazionale, in corso di svolgimento nei padiglioni della Fiera di Rho Pero. I lavori della mattina, aperti da un intervento dell’assessore alle Reti, Servizi di Pubblica Utilità e Sviluppo sostenibile, Massimo Buscemi, sono stati incentrati sulla tavola rotonda dedicata a "Scienza e politica per una mobilità sostenibile". All’incontro, coordinato dall’assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo, sono intervenuti, tra gli altri, il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, il Commissario europeo per la Scienza e la Ricerca, Janez Potocnik, il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, la presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, oltre a due parlamentari europei (Groote e Costa) e al ministro dei Trasporti sloveno Bozic.
TRAENVIA – La crescita della domanda di trasporto, legata anche all’aumento dello "spazio economico" richiede nuove soluzioni, adeguatamene supportate dalla scienza, dalla tecnologia e dalla ricerca applicata. A questo proposito Formigoni ha menzionato il progetto TRAENVIA (Transport and Environment: an Integrated Analysis) promosso con la Commissione per valutare le differenti modalità di trasporto lungo il Corridoio 5. "Ci aspettiamo molto da questo lavoro – ha sottolineato Formigoni – Grazie al coordinamento del Joint Research Centre, sarà possibile per i decisori politici ottenere dati ed elaborazioni per ripensare e riequilibrare l’articolazione dei diversi mezzi di superficie".
I COMPITI DELLA POLITICA – In questo scenario, "primo compito di chi è chiamato ad assumere decisioni – ha notato Formigoni – è quello di dirimere i conflitti, di attuare cioè una capacità di governance e di confronto tra diversi interessi e istanze tra le esigenze della società, tra il vecchio e il nuovo e tra i benefici e le esternalità negative delle nuove infrastrutture". Il secondo compito è quello di sostenere la ricerca e l’innovazione alimentando una rete di eccellenza a livello europeo (VII Programma Quadro, sinergie con i centri di ricerca come quello di Ispra, collaborazione con l’industria automobilistica europea). Il terzo compito della politica indicato dal presidente lombardo è quello di governare le trasformazioni, facendo un grosso sforzo per mettere insieme diversi livelli di governo, chiamati a condividere un "patto per la mobilità" che affronti i problemi con un approccio integrato.
"Come Regione – ha detto ancora Formigoni – abbiamo previsto investimenti a tutto campo per più di 3 miliardi e mezzo di Euro, di cui circa la metà già finanziati". Quattro le linee d’azione: potenziamento del trasporto pubblico; il miglioramento della mobilità individuale; la lotta alle emissioni da veicoli e caldaie; la riduzione dei veicoli circolanti. La combinazione di queste azioni avrà un impatto rilevante, con l’adozione di 174 nuovi treni, 1.700 nuovi bus e tram, 8 milioni di treni per km aggiuntivi, quasi 20 milioni di bus km aggiuntivi interurbani, oltre 23 milioni di bus km aggiuntivi per servizi urbani e mille ettari di verde in più. (Ln)
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