Sensualità, erotismo e passione: la Scala riapre a “Salome”

La conturbante opera di Richard Strauss torna al teatro milanese per la regia di Luc Bondy. Spettacoli dal 6 al 18 marzo

Un lavoro dalla ricchezza polifonica smisurata, dal ritmo incalzante, dalla sensualità prorompente. Un’opera, per dirla con le parole di Thomas Mann, in cui “avanguardismo e sicurezza di successo sono uniti in esemplare confidenza”. Questo ed altro è “Salome”, capolavoro di Richard Strauss datato 1905, che dal 6 marzo 2007 torna alla Scala di Milano in un nuovo allestimento per la regia di Luc Bondy e le scene di Erich Wonder. E con un cast straordinario per dare vita, sotto la direzione di Daniel Harding, ad uno spettacolo vibrante e denso di passione, rivisitazione della celebre edizione firmata dagli stessi Bondy e Wonder per il Festival di Salisburgo del 1992.

Nei panni della giovane e affascinante Salome è questa volta la voce soprano Nadja Michael, trentasettenne tedesca di Lipsia, ex campionessa di nuoto della DDR approdata alla lirica quasi per caso. Alta, biondissima, sguardo intenso e fisico mozzafiato, Nadja vanta nel suo lungo curriculum collaborazioni con direttori di prim’ordine quali Zubin Metha, Daniel Barenboim, Gustav Kuhn, Giuseppe Sinopoli. “Quando Sinopoli è morto a Berlino durante l’Aida – ha raccontato commossa ai giornalisti – io ero sul palcoscenico proprio davanti a lui. E’ stato terribile”. Dallo sport, oltre alla vita stretta e alle spalle robuste, Nadja ha ereditato la capacità di sentire ogni minima vibrazione del corpo come della mente, dote che sfrutta oggi sino in fondo nell’interpretazione di un ruolo che richiede agilità vocale unita a grande sensualità.

A dominare tutta l’opera è infatti la forte personalità della giovane Salome, alla sua dimensione più alta nell’intrigante e sinuosa “Danza dei sette veli”, in cui la protagonista, sulle note di una musica selvaggia e incalzante, tenta di sedurre Erode per averne in cambio la testa di Jochaan, reo di aver respinto il suo amore.

E se la bella Djana rassicura sul fatto che i veli, anche nella conturbante danza, “non mancano mai”, l’impeto drammatico, l’erotismo e la carnalità riescono a reggere sempre la scena  grazie alle suggestive coreografie di Lucinda Childs e alle luci carminie di Alexander Koppelman.

Fra gli altri interpreti, Falk Struckmann sarà il Battista Jochanaan, Robert Brubaker l’inconsistente e superstizioso Erode, Iris Vermillion la perfida e composta Erodiade, Matthias Klink lo sfortunato e appassionato Narraboth.

Uno straordinario lavoro, dunque, che come al suo debutto in Italia, al Teatro Regio di Torino nell’ormai lontano 1906, canta l’incompiutezza dell’amore mai conosciuto e impossibile a realizzarsi anche attraverso la morte.

Una partitura passata alla storia come uno fra i più grandi capolavori dell’opera tedesca post-wagneriana. Un appuntamento imperdibile.

 

Richard Strauss

Salome

Teatro alla Scala di Milano

6, 8, 10, 11, 13, 15, 18 marzo

Informazioni e biglietti all’indirizzo www.teatroallascala.org

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Pubblicato il 05 Marzo 2007
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