Storia – a lieto fine – di un concorso di poesia per l’8 marzo
Era un concorso disperso, quello per componimenti poetici al femminile lanciato dal comune di Varese nel 2002. Diventa libro e ricorrenza solo ora
E’ innanzitutto la storia di un concorso disperso e ritrovato, quella che sta sotto alla presentazione del libro di poesia dedicata alle donne che il comune di Varese ha organizzato in occasione dell’8 marzo 2007.
A raccontarla, con la leggerezza di chi sta ricordando dei particolari "en passant" è stato Antonio Cosentino, giornalista, presidente del circolo delle Grotte. Cosentino era stato incaricato 5 anni fa dall’allora sindaco Fumagalli a tenere le fila di un concorso di poesie sulla donna lanciato dall’amministrazione comunale: al suo circolo spettava la raccolta e la scelta delle poesie pervenute, da pubblicare poi in un libro.
Ma l’attenzione sul concorso sfuma presto: Cosentino presenta i risultati ma non c’è più nessuno che l’ascolta, e tutto il materiale finisce "In fanteria", come si usa dire. Una situazione imbarazzante, che chi si era impegnato a vagliare e leggere i componimenti belli e brutti che erano arrivati sotto lo stimolo dell’aministrazione, ogni tanto timidamente segnalava, senza risultati.
Poi, il lampo di genio: col cambio di sindaco, Cosentino prova a ricordare che c’è in giro un sacco di materiale di concittadini che aspetta di sapere che fine fare: e lo segnala in particolare al responsabile della cultura Andrea Campane -definito da Cosentino "Indiana Jones" della poesia, per come ha saputo riesumare quell’archeologia partecipativa degli aspiranti poeti varesini come in un giallo – il quale si fionda dal sindaco Fontana a spiegare il busillis. Il nuovo sindaco non ha esitazioni: il materiale c’è, è già stato vagliato, i cittadini aspettano, la festa della donna incombe: ovvio che si stampa, che c’è vo’?
Niente, appunto, giusto un po’ di buona volontà che faccia seguire le promesse. Detto, Fatto: la prima festa della donna da sindaco, Fontana se la passa da realizzatore di promesse altrui.
"Sono molto legata a queste poesie, perchè è stato chiesto a me di leggerle e vagliarle per scegliere quelle da pubblicare, e le ho lette, disicplinatamente, tutte – Confessa ora con un sospiro di sollievo Anna Bonomi, incaricata del vaglio delle opere, che come dice lei stessa per mezza varese è semplicemente la Prof Bonomi, istituzione del liceo Classico – Sono perciò lieta che mi abbiano permesso di non considerare buttato via il tempo speso per vagliarle". Una frase che probabilmente sottoscriverebbero anche gli oltre 80 poeti dilettanti che hanno risposto nel 2002 a una stimolazione del loro sindaco precedente, che li ha poi lasciati nel cassetto per 5 anni.
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