Verifica di maggioranza, salta l’accordo
Il centrodestra litiga sulle richieste dell'Udc e il chiarimento resta in sospeso. Seconda riunione lunedì
Sei ore di discussione e nessuna conclusione. La verifica di giunta getta diverse ombre sullo stato di salute della maggioranza e sulla possibilità che questa giunta possa continuare a lavorare in piena autonomia. L’Udc non esce dalla giunta e si starebbe profilando un accordo, ma ancora non si è trovato il modo di arrivare a una soluzione condivisa. Così bisognerà attendere lunedì prossimo, quando una nuova riunione dovrebbe sancire la fine della verifica. "Mancano solo un paio di punti da definire" dice il sindaco Fontana – ma oggi non siamo riusciti a trovare un accordo". (nella foto: la giunta)
La verifica l’aveva chiesta l’Udc, lamentando l’esclusione dalle leve del potere, tenute dal sindaco leghista Fontana e dal vicesindaco Forzista Ermolli. E aveva presentato anche una lista di otto punti, quasi un ultimatum, in cui si puntava il dito contro una politica delle società partecipate che tiene all’oscuro gli alleati delle decisioni prese. E poi le richieste più spicce: la dimissioni dei leghisti Barosi e Fidanza dalla società partacipata Varese Risorse (a causa della nomina di Fidanza a direttore generale non previsto dallo statuto) e il cambiamento di piano per la vendita delle Fontanelle, che l’Udc vorrebbe insieme a una valorizzazione urbanistica gestita direttamente dalla Società per i mercati (di cui il comune detiene il 48%).
La riunione comincia poco dopo le 8 e 30, l’Udc si presenta con una delegazione di quattro persone, l’assessore provinciale Christian Campiotti, il presidente cittadino Agostino De Troia, il presidente del consiglio comunale Mauro Morello e il capogruppo in consiglio Ennio Imperatore. Alle 11 arrivano i caffè, nella sala giunta di palazzo estense, dove si sono rinchiusi i rappresentanti dei partiti. La riunione va avanti per ore. Intorno alle 12, c’è aria di fumata bianca, il sindaco esce un attimo e annuncia che potrebbe essere tutto finito in qualche minuto. Si sta lavorando a un documento comune che soddisfi tutte le anime. Un documento viene sì elaborato, a quanto pare con l’aiuto di Forza Italia. La delegazione dell’Udc si ritira in una stanza separata ed è ormai ora di pranzo inoltrata. Quando scendono, sembra che tutta possa finire, ma la discussione ricomincia. C’è la contrarietà dell’Udc ad accettare alcune correzioni, forse il no a una esplicita dichiarazione di fiducia nei confronti della giunta Fontana. Alla fine è il sindaco a parlare: non si è riusciti a trovare un accordo, lo stato di fibrillazione del centrodestra va avanti.
Tra gli assessori prevale la prudenza. Nelle pause della discussione dice qualcosa il segretario cittadino della Lega Fabio Binelli: parla di un documento molto poco concreto e "di retropensieri che non vengono esplicitati". Per Mauro Morello (Udc): "Si è discusso e si anche urlato" racconta accennando alle grida che si sono sentite fino al giardino di palazzo estense. Salvatore Giordano di An chiarisce che non si parla di poltrone, di rimpasti e che "ci sono sì delle spigolature e alcuni argomenti devono essere discussi ancora con attenzione, tuttavia la quadra la si può trovare".
L’opposizione è invece molto dura. Fabrizio Mirabelli, segretario cittadino dei ds parla senza mezzi termini di una "pantomima indecente che conferma come siano in atto lotte di potere dentro il centrodestra". Paragona questa giunta alla deflagrazione a cui si è assistito alla fine dell’era Fumagalli e punta il dito contro le lotte di potere anche provinciali del centrodestra. Per Alessio Nicoletti (Movimento Libero) "siamo alla farsa. La maggioranza è a pezzi e la crisi che va avanti da giorni non solo non si chiude, ma lascia sul campo sempre più interrogativi. Non possiamo stare a guardare una cosa simile in silenzio".
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