Fabio Levi “testimone” per Alex Langer

Levi, docente di storia contemporanea a Torino, presenta a Librando una densa biografia del pensatore ambientalista scomparso dodici anni fa

Si era caricato sulle spalle il mondo, come il San Cristoforo dipinto della sua Vipiteno portava Gesù: forse anche per questo Alex Langer alla distanza ha ceduto, e dodici anni or sono si è tolto la vita. Scompariva con lui una figura politica e sociale di alto rilievo, del tutto insolita nel panorama italiano. Un uomo di confine, nato fra il mondo latino e quello germanico, figlio di un ebreo viennese e di una cristiana cattolica, cresciuto nel clima teso delle relazioni interetniche del suo Tirolo, e che fin dalla più tenera età operò nel segno della pace fra le genti. A raccontarlo sabato pomeriggio al pubblico di Librando 2007, la manifestazione indetta dal Comune di Samarate, è il professor Fabio Levi, docente di storia contemporanea presso la facoltà di Lettere dell’Università di Torino e autore di "In viaggio con Alex", una biografia dal taglio asciutto ma al tempo stesso squisitamente letterario.

Nei suoi quarantanove anni di passaggio su questa Terra Langer si farà portavoce di molte cause, "messaggero di speranza" – la stessa speranza che a alui mancherà fatalmente negli ultimi giorni, segnati fra l’altro dal dolore per le stragid ell’ex Jugoslavia, Paese che aveva imparato a conoscere ed amare proprio nel bel mezzo della guerra civile che la rode(va). Levi ci riconsegna un Langer grande viaggiatore, dalla vita frenetica, al punto da doversi organizzare gli appuntamenti in treno per ottimizzare le lunghe ore dei suoi spostamenti; di semplicità quasi francescana in molte abitudini, ma anche aperto al nuovo – fu tra i primi a girare con un computer portatile su cui annotare riflessioni, temi, articoli. Non scrisse mai libri, ma fu autore di testi prolifico. La sua vita politica, avviata nel segno dell’adesione alle correnti del dissenso cattolico, lo porterà ad una rottura mai del tutto consumata con l’istituzione-Chiesa (che gli tributerà ben tre funzioni religiose dopo il suicidio, a testimonianza del dialogo intessuto con vari ecclesiastici), nelle file di Lotta Continua negli anni Settanta, infine nel movimento verde di cui sarà portavoce autorevole, fino all’elezione ad europarlamentare nel 1989.

«Ho fiducia nei libri» afferma Levi; fiducia nella possibilità che anche questa biografia così densa possa, passando di mano in mano, lasciare traccia duratura, come il pensiero e le parole di Langer, figura non riducibile a definizioni (politico? giornalista? uomo di pace?). «Mi sono proposto di creare un strumento che eremettesse al lettore di dialogare con Alex sui grandi temi di ieri e di oggi». L’opera di Levi è suddivisa in dieci capitoli dedicati non a temi o periodi, ma a luoghi: i luoghi chiave dell’esperienza terrena di Langer. Dal Tirolo dell’infanzia, terra madre in cui sempre rifiutò di scegliere un’etnia d’appartenenza, come imposto dalla legge (col risultato di non potersi candidare a sindaco di Bolzano), alla Praga invasa del 1968 e alla Tuzla bombardata del 1995, passando per l’Amazzonia e l’Albania, si dipana l’evoluzione del pensiero del protagonista, sempre analitico ma rivolto all’assoluto, a guardare oltre, «ben conscio della finitezza dell’esistente»; fino ai pesanti dubbi emersi negli ultimi anni, alla sensazione di non aver mantenuto le promesse, che in qualche modo ne preannunciano la fine prematura. «Langer amava parlare direttamente con tutti: con la gente comune come con i potenti della Terra» ricorda Levi. «Il suo metodo era di mettere a confronto persone di diversa estrazione etnica, confrontare i rispettivi pregiudizi, la rispettiva storia, per arrivare alla comprensione e al rispetto. Parlò di federalismo e di ambiente quando queste tematiche erano agli albori».

Lentius, profundius, suavius era il suo motto: più lentamente, più in profondità, più dolcemente: Voleva essere un manifesto programmatico, ma proprio sul lentius Langer fallì: la sua vita rimase troppo frenetica e compressa fra eventi, appuntamenti, richieste d’aiuto, fino alla fine.

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Pubblicato il 26 Maggio 2007
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