Lavoro e apprendimento dal basso necessari allo sviluppo aziendale

P. Senge è altresì noto per aver definito alcuni concetti di grande significato e di notevole attualità e per aver posto le premesse per il superamento di molti dei limite che frenano lo sviluppo organizzativo aziendale.
Infatti partendo dalle analisi di W.Deming sulla qualità totale,ha evidenziato l’esistenza di nuove discipline che integrate dal pensiero sistemico,erano in grado di fornire contributi creativi ed innovativi per le “learning organizations”(le organizzazioni che apprendono).
Il vero valore aggiunto e l’attualità del lavoro di Senge è legato al concetto di integrazione tra attività lavorativa ed apprendimento,coniugati al livello più basso possibile.
Citando ad esempio Toyota, ha sottolineato che la società, nella gestione dei processi aziendali, aveva provveduto all’addestramento degli strumenti statistici e degli indici di risultato anche gli operativi, definendone le responsabilità, in modo che essi stessi avessero l’autorità per analizzare e migliorare le attività gestionali ed organizzative che li vedevano coinvolti.
Partendo da queste premesse ha sottolineato poi che alla base dell’apprendimento organizzativo, deve esserci un sistema manageriale che sappia derivare le sue caratteristiche prioritarie dai sistemi vitali gia presenti in natura.
Il suo metodo si sostanzia nella capacità di riuscire ad inquadrare il mondo nella sua complessità e nel saper comprendere quelli che sono i veri fondamenti del cambiamento e delle trasformazioni in atto, in modo da interpretare le relazioni che intercorrono tra gli individui e i risultati aziendali.
Questo nuovo approccio alla realtà deve essere in grado di valutare differenti modalità di pensiero, per superare i problemi creati dai vecchi modi di ragionare e le stratificazioni conformiste e autoreferenziali che questi hanno indotto.
Un altro suo significativo contributo all’analisi manageriale è stato quello, all’inizio degli anni novanta, della definizione e diffisione della cultura delle organizzazioni che apprendono ed accrescono quindi le loro capacità competitive.
In questo contesto ha sottolineato i concetti di priorità e di impegno su ciò che contribuisce all’incremento dei saperi e che supporta i gruppi di lavoro nell’elaborazione e comprensione di conoscenze condivise.
Per lui apprendimento organizzativo significa imparare più in fretta da sè e dagli altri, cogliere le occasioni, far tesoro degli errori,non aver timore di sperimentare nuove soluzioni, dialogare con continuità in aziende stimolanti e creative, scambiare le informazioni e, cogliendo i segnali anche deboli dal mercato, predisporre in anticipo nuovi prodotti e servizi che soddisfino i clienti.
Sono quindi: padronanza personale, ovvero consapevolezza del lavoro svolto e da svolgere modelli mentali,quindi imparare a conoscere, per comprendere e poter cambiare
visione condivisa, per avere la determinazione verso l’eccellenza e la volontà di imparare concetti
differenti ed eterodossi, per il solo desiderio di scoperta e novità apprendimento di gruppo,come antidoto alla conflittualità e al narcisismo individuale e sviluppo di metodologie di conoscenza condivisa in grado di far crescere il team pensiero sistemico, come disciplina mentale che integra e rende coerenti e sinergiche le altre quattro, derivandole dalla teoria alla pratica organizzativa; “le cinque discipline” intese come le fondamenta per edificare un’azienda moderna,in linea con mercati integrati e complessi, che desiderano crescere e prosperare.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 17 Maggio 2007
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