Storia e memoria della Tradate su due ruote

Giovedì 10 maggio presentazione del libro di Ernesto Restelli dedicato alla vita della fabbrica di motociclette i cui locali oggi ospitano proprio la biblioteca

Quasi 25 anni di attività a inizio secolo hanno fatto della Società anonima Frera un punto di riferimento nel mondo del collezionismo, un mito per gli amanti delle motociclette. Una storia che viene sviscerata con documenti inediti nel libro di Ernesto Restelli (ed. Lativa) dal titolo “Frera, storia e memoria di Tradate su due ruote” che sarà presentato in biblioteca a Tradate il prossimo giovedì 10 maggio, alle 21, alla presenza dell’autore.

Ma il documento non racconta solo la storia della storica fabbrica di motociclette. Il libro di Restelli racconta anche la Tradate degli inizi del ‘900, i suoi protagonisti, coloro che hanno fatto grande la fabbrica che oggi ospita proprio la biblioteca. Una presentazione impedibile per tutti, per scoprire le origini della Tradate su due ruote.

«Per sottolineare lo spirito di intraprendenza e la voglia di fare delle nostre precedenti generazioni – commenta il sindaco Stefano Candiani -, come Tradatesi abbiamo il compito di conservare in modo non retorico questa testimonianza, segno di rispetto per i sacrifici dei nostri predecessori e al tempo stesso incitamento per continuare a progettare un futuro su quelle basi che ci hanno permesso di raggiungere il livello di vita attuale. Recuperare per usi culturali i fabbricati della Frera, tenendone alti il ricordo, lo spirito e il genius loci, ha dunque permesso la piena valorizzazione di una testimonianza storica e produttiva: un “progetto” voluto e perseguito attraverso azioni concrete a vantaggio della nostra comunità e tali da accrescere rilievo e significato di questa testimonianza. Il percorso seguito, e definibile quasi corale – innescato da scelte di precedenti Amministrazioni comunali (da quella di Carlo Matteo Uslenghi a quella di Ferdinando Lucioni, a quella di Dario Galli) –, ha trovato il suo compimento con l’impegno di questa Amministrazione, che ho l’onore di guidare».

«Si rischia di cadere nella retorica o addirittura nel luogo comune quando si afferma che non può esistere identità se non vi è passato – commenta l’autore del libro, Ernesto Restelli -. Ma tutti coloro che amano la propria terra, non nel senso di un primitivo campanilismo teso a imporre le proprie origini, ma come ricerca appassionata delle proprie radici, sono consapevoli del valore irrinunciabile di quell’affermazione: per il singolo individuo, per le comunità, per il nostro futuro».

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Pubblicato il 09 Maggio 2007
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