Asili nido aperti, ma tra Comune ed Rsu restano i ferri corti
Il segretario comunale Ciminelli ringrazia il senso di responsabilità e la professionalità delle insegnanti, i sindacati invece non sotterrano l'ascia di guerra
Ancora ferri corti tra Comune di Gallarate e Rsu. Da una parte c’è la soddisfazione del segretario generale Filippo Ciminelli vista l’apertura degli asili nido gallaratesi: «Questa mattina (venerdì 29 giugno) alle 7.30 le scuole hanno aperto regolarmente – spiega Ciminelli -, segno della grande professionalità e responsabilità delle nostre insegnanti, che fanno degli istituti gallaratesi un fiore all’occhiello. Sono soddisfatto, mi auguro che ora le rappresentanze sindacali scendano a più miti consigli e che cambino le regole di contrattazione». Su questo fronte però le cose non sembrano andare per il meglio. Infatti le su del Comune di Gallarate hanno diramato una nota polemica nella quale criticano la decisione di Ciminelli di aver diramato un ordine di servizio alle insegnanti «violando il contratto nazionale decentrato – si legge nella nota -, obbligando le insegnanti all’attività didattica oltre le 42 settimane. Si potevano tenere aperti i nidi a luglio chiudendo dignitosamente la vertenza in atto, invece si è preferito agire con atti di forza. Impugneremo in sede legale questo gravissimo ed illegittimo ordine di servizio, ma non chiederemo alle educatrici di non ottemperarvi, per evitare che siano i bambini ed i loro genitori a pagare un prezzo elevato per decisioni di cui non hanno colpa». Da parte sua Ciminelli risponde dicendo che «le Rsu hanno scelto la strada sbagliata, probabilmente si aspettavano altre scelte da parte delle insegnanti. L’ordine di servizio è stato diramato dopo la presentazione della vertenza in commissione capigruppo: ora possiamo dire: ce l’abbiamo fatta».
Ma le Rsu non si fermano qui e rincarano la dose: «La scelta dell’amministrazione di violare ogni contratto, ad iniziare da quelli che essa stessa ha sottoscritto, chiarisce inequivocabilmente quanto siano faziose le argomentazioni che vengono raccontate per legittimare il dimezzamento del premio incentivante per tutti i dipendenti – si legge nella nota -. In questo quadro rientra anche la decisione di non pagare le indennità, violando nuovamente contratto nazionale e decentrato a cui seguiranno le necessarie azioni che stiamo predisponendo con i nostri legali. Per quanto riguarda la parte sindacale, da settimana prossima inviteremo i lavoratori e le lavoratrici ad astenersi ad oltranza delle mansioni aggiuntive, la cui prima evidente conseguenza sarà quella di evitare il protocollo di atti in uffici diversi da quello preposto. In ultimo, proprio in questi giorni, molti dipendenti ci hanno avvisato che la società a cui il comune ha affidato la gestione dei modelli 730 dei dipendenti sta ritardando la consegna ben oltre i termini previsti dalla vigente normativa (riconsegna entro il 15 giugno, per permettere il controllo da parte dell’interessato e consegna definitiva entro il 30 giugno) – aggiungono le Rsu nella nota diffusa -. Si tratta della medesima società (Falvo servizi) a cui è stata affidata la gestione di una parte delle pratiche pensionistiche, la raccolta e consulenza sulle domande per le case popolari, la consulenza nella gestione del personale ed altri servizi di cui non siamo a conoscenza. Per l’appunto, come Rsu non ne siamo a conoscenza, perché nonostante gli obblighi previsti dal contratto nazionale nessuno ci ha informato o ha concertato queste esternalizzazioni con le organizzazioni sindacali. Negli scorsi anni sono state smantellate parti dell’ufficio personale e dei servizi sociali per affidare servizi a questa società (ma le norme delle leggi finanziare non vietavano di affidare all’esterno ciò che si può gestire all’interno?). Date la varie funzioni svolte e quanto sta succedendo con i modelli 730 siamo ovviamente preoccupati. Inoltre, con quali criteri è stata scelta questa società? Sono state fatte la gare di appalto? Ma soprattutto perché tutto ciò è avvenuto agendo di nascosto, evitando accuratamente di informare le Rsu come prevede il contratto nazionale?». Infine, un affondo sulla questione principale che si trascina da mesi, il fondo incentivante: «I capigruppo consiliari hanno convocato le Rsu per chiedere chiarimenti sulla vertenza in atto. Si è trattato di un incontro pacato e garbato in cui abbiamo raccontato la nostra versione dei fatti, con carte e contratti alla mano – spiegano le Rsu in una nota -. Lunedì prossimo (2 luglio) l’amministrazione ci ha convocato per una trattante il cui primo punto all’ordine del giorno è proprio la costituzione del fondo 2006. Come Rsu decideremo se partecipare (dato che abbiamo già precisato che le trattative sono interrotte fino alla costituzione di un fondo pari almeno a quello dell’anno precedente), ma in ogni caso, se verrà riproposto un fondo decurtato rispetto a quello precedente, si tratterà di una trattante della durata da guinnes dei primati per la brevità. Le chiacchiere non ci interessano più, ora vogliamo il contratto senza alcuna decurtazione». A questa posizione, risponde il segretario comunale Ciminelli: «Mi auguro che almeno le sigle storiche capiscano che gli spazi per la trattativa sono quelli già evidenziati da tempo – commenta Ciminelli -. Vorrei chiudere la contrattazione 2006 e che quella per il 2007 sia improntata ad un ritorno alla meritocraziaLa community di VareseNews
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