Rifugiati, uno su dieci arriva a Malpensa

Il 20 giugno si celebra la “Giornata Mondiale del Rifugiato”: oltre la metà delle segnalazioni per il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati sono arrivate dalla Prefettura di Varese

In tutto il mondo il 20 giugno si celebra la “Giornata Mondiale del Rifugiato”, decisa dall’Onu per sensibilizzare su una problematica che troppo poco spesso arriva agli onori della cronaca. Sono 5.347 le persone accolte nel Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati nel 2006, il 20% in più rispetto al 2005: sono stati accolti 2.294 richiedenti asilo, 750 rifugiati e 2.303 titolari di protezione umanitaria. Questi i dati contenuti nel Rapporto Annuale del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR), anno 2006 che è stato presentato a Roma al il Teatro Capranica.  

Il 2006 ha visto il coinvolgimento nello SPRAR di oltre 150 enti locali, di cui 95 titolari dei 102 progetti territoriali di accoglienza, 19 dei quali rivolti alle categorie più vulnerabili (minori non accompagnati, vittime di tortura e/o di violenza, disabili, soggetti che richiedono assistenza sanitaria specialistica a domicilio, anziani). In tutta Italia i posti a disposizione, con il logico turn over imposto dalle leggi, sono circa 2500, una sessantina in Provincia di Varese, in testa a questa classifica vista la presenza di un punto di approdo importante coma Malpensa. In totale, sul territorio nazionale, sono arrivati nel 2006, stando ai dati del Cir, circa 10 mila richiedenti asilo. Nel solo scalo varesino, il 2006, come è stato registrato anche dalla cronaca, è stato un anno record, con circa 1200 arrivi rispetto ad una media annua di circa 350/400 persone registrate dallo sportello di Malpensa. Le proiezioni per il 2007 evidenziano numeri più bassi, che si attestano su circa 800 arrivi previsti, comunque il doppio della media calcolata dal 2001. Soddisfazione è emersa alla presentazione dei dati a Roma: il territorio varesino infatti è quello che, complice l’emergenza dello scorso inverno, ha saputo rispondere alle esigenze di accoglienza con ottima prontezza, evadendo il 60 per cento delle richieste pervenute sul tutto il territorio nazionale.  

Il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati rappresenta oggi il più importante strumento nazionale di attuazione delle politiche Italiane sull’asilo. Sono stati infatti introdotti sostanziali elementi di innovazione dotando l’Italia di un sistema pubblico di accoglienza e integrazione basato sulla volontaria partecipazione degli Enti locali. Inoltre lo SPRAR si fonda sul concetto di accoglienza “integrata” che prevede servizi alla persona, superando la sola prestazione di vitto e alloggio, e rispondendo pienamente agli standard di accoglienza introdotti dalla legislazione Europea. Il Sistema di Protezione è coordinato dal Servizio Centrale, che ha il compito di assicurare ai singoli progetti il necessario supporto tecnico e di curarne la messa in rete. Il Servizio Centrale è stato attivato dal Ministero dell’Interno ed affidato con apposita convenzione all’Anci. 

Il rapporto contiene dati significativi sulla presenza in Italia di coloro che sono scappati da persecuzioni, guerre, violazioni dei diritti umani. Secondo la rilevazione, i beneficiari del sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati sono in prevalenza di sesso maschile, con una predominanza di individui in età compresa fra i 26 e i 30 anni e con una forte percentuale di minori. Provengono da 75 Paesi: il 67,1% dall’Africa e i primi cinque Paesi di provenienza sono l’Eritrea, l’Etiopia, la Colombia, il Togo e la Somalia. La legge prevede che i richiedenti asilo possano restare in un progetto di accoglienza fino alla definizione del loro status, mentre rifugiati e titolari di protezione umanitaria possono goderne per 6 mesi prorogabili di altri 6 in caso di circostanze eccezionali. 

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Pubblicato il 13 Giugno 2007
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