Delitto Cerana, Musa: «È stato Radic a ucciderlo»
Il bosniaco arrestato qualche tempo fa per la morte violenta dell'ex dirigente Whirlpool rigetta la responsabilità del delitto sul croato, tuttora latitante
«Non sono stato io a uccidere Pierangelo Cerana». Si difende disperatamente, di fronte al magistrato inquirente Vlado Bosner del tribunale regioinale di Fiume/Rijek, Branko Musa (nella foto), il 52enne bosniaco arrestato lo scorso 11 luglio con l’accusa di aver preso parte alla tragica rapina del 5 maggio presso il campeggio Konobe di Ponte, sull’isola di Veglia/Krk, costata la vita a Pierangelo Cerana, 61enne ex dirigente Whirlpool. Per l’inquisito sarebbe stato il tuttora latitante Dominko Radic, croato, 49 anni, a colpire ripetutamente Cerana al capo con il calcio della pistola, causandogli gravissime lesioni che lo hanno portato alla morte dopo pochi giorni di coma. «Io non c’entro nulla, sono scappato quando ho visto quella scena» avrebbe detto Musa al pm Bosner .
Musa ammette di conoscere Radic da tempo: secondo la sua versione i due sis arbebro recati sull’isola del Quarnaro «per divertirsi un po’». Qui giunti, Radic gli avrebbe accennato di «avere dei dei problemi» con un turista italiano. Musa lo avrebbe accompagnato, salvo poi allontanarsi disgustato quando Radic aggredì Cerana a colpi di scacciacani in testa non appena lo sventurato ex dirigente aprì la porta del suo camper. L’allontanamento di Musa fu però di breve durata, nè gli impedì di riunirsi a Radic per andarsene assieme in auto dal luogo del delitto. Solo giunti a Kraljevica le strade dei due si sarbebero definitivamente divise. Il 10 maggio Musa e Radic si sentirono per telefono: quest’ultimo avrebbe riferito all’amico di essersi rifugiato in Bosnia-Erzegovina.
La testimonianza di Musa, che ha confermato solo quanto la polizia croata aveva già potuto accertare, sembra però presentare qualche problema: l’uomo non ricorderebbe nulla del nastro adesivo con cui era stato legato l’italiano ormai incosciente, e neppure del prelievo di denaro da un bancomat fatto a Omisalj con la carta di credito della vittima. Si attende a questo punto la cattura del latitante Radic per confrontare le rispettive versioni.
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
principe.rosso su Sprangate e bottigliate in zona piazza Risorgimento a Gallarate, la Questura chiude il minimarket per sette giorni
lenny54 su È il 44enne Mirko Bertellini l'uomo arrestato con l'accusa di aver ucciso Federico Venco
lenny54 su Insulti al sindaco Galimberti, vandalizzata a Varese la piscina Copelli
principe.rosso su Il governo sospende Schengen, a Malpensa scattano i controlli sui voli dalla Spagna
Felice su È Federico Venco il motociclista gentile vittima dell’omicidio di Somma Lombardo
Felice su Il governo sospende Schengen, a Malpensa scattano i controlli sui voli dalla Spagna






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.