Festa dei Popoli, un’occasione per conoscersi
Anche quest’anno, è arrivata l'iniziativa organizzata da gruppo missionario decanale, guidato dal comboniano padre Daniele Zarantonello e da don Mauro Barlassina di Besnate
Creare, almeno per un giorno, uno spazio di ritrovo, divertimento per le comunità straniere presenti in città. Contribuire alla conoscenza reciproca tra italiani e stranieri partendo dal cibo, dal gioco, dalla condivisioni della giornata. Con questo scopo, anche quest’anno, è arrivata a Gallarate la festa dei popoli, organizzata da gruppo missionario decanale, guidato dal comboniano padre Daniele Zarantonello e da don Mauro Barlassina di Besnate, con l’aiuto però anche di molte persone provenienti dalle parrocchie, tra cui quella di Sciarè, nei cui spazi si è svolta la festa.
La giornata si è aperta con la celebrazione religiosa “missionaria”, con canti e vestiti tradizionali da vari Paesi del mondo, guidata da padre Daniele. Poi il pranzo, con i piatti portati da italiani e stranieri, famiglie e singoli migranti provenienti da Albania, Serbia, Salvador, Bangladesh, Burundi, Perù, India e Marocco. Nel pomeriggio giochi e musica, ma anche la possibilità di visitare la mostra fotografica, con molti scatti che immortalano persone incontrate in Burundi, Etiopia, Eritrea, Costa d’Avorio, Romania, India, Nepal e Sudafrica, ma anche a Berlino, Napoli, Perugia e nella stessa Gallarate: Elena Gagliardi, che ha partecipato all’organizzazione della festa, ma che è stata con la Caritas in Africa e in Romania, spiega: «Si voleva sottolineare l’importanza dell’incontro, delle relazioni e la semplicità e la bellezza della diversità infatti non c’erano solo paesi stranieri. Non si trattava solo di Paesi dove alcuni di noi sono andati a fare volontariato, perché non era il volontariato che si voleva sottolineare, ma c’erano anche immagini di incontri vissuti in Italia». Ad attrarre l’attenzione dei presenti anche l’allestimento particolare della mostra, con le foto appese a fili del bucato insieme a delle magliette.
Una occasione per conoscere i migranti, per vedere i tanti stranieri che vivono e contribuiscono alla crescita della città e del nostro Paese, per allontanare la paura verso gli extracomunitari spesso creata ad arte. Ma anche una festa per offrire ai migranti un momento di convivialità e di incontro in una città dove gli stranieri faticano a trovare luoghi di ritrovo: è sufficiente fare un giro in piazza Risorgimento, frequentata da famiglie sudamericane, o nei giardini nei pressi del cimitero, dove passano i loro pomeriggi liberi le numerosi badanti dell’Est che vivono a Gallarate, lontano migliaia di chilometri dalle loro famiglie.La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
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