Padre Bossi, 14 militari uccisi nel corso delle ricerche

Dieci marines filippini decapitati nel corso della spedizione per salvare il missionario italiano

Quattordici soldati impegnati nelle ricerche di padre Giancarlo Bossi, il sacerdote italiano rapito il 10 giugno scorso, sono stati uccisi e dieci di loro decapitati in scontri con separatisti musulmani nell’isola di Basilan, nelle Filippine meridionali. Lo hanno annunciato le forze armate. I soldati erano stati inviati in questa regione dopo che erano giunte informazioni sulla presenza nella zona di padre Bossi, secondo quanto ha precisato il portavoce dei marines, il tenente colonnello Ariel Caculitan. I militari si sono però trovati di fronte a circa 300 presunti guerriglieri del Milf sostenuti da militanti di Abu Sayyaf. Il portavoce del Fronte Moro, Eid Kabalu, ha detto che i soldati sono penetrati in una zona controllata dal Milf «senza un coordinamento preventivo con il suo comando». Kabalu ha negato che fossero presenti militanti di Abu Sayyaf e ha ribadito che il Milf non è implicato nel rapimento del sacerdote italiano. Il Fronte Moro è il principale movimento separatista del sud delle Filippine e afferma di avere un esercito di 12.000 uomini. Attualmente è impegnato in negoziati di pace con Manila.

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Pubblicato il 11 Luglio 2007
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