Risparmio energetico, opportunità per le imprese
In un workshop, un dibattito molto di attualità
Mentre nei 27 Paesi membri dell’Unione Europea la necessità di energia è per l’80% legata ai combustibili fossili, in Italia si arriva a dei livelli del 90%. Mentre la Ue importa mediamente il 50% del suo fabbisogno energetico, nella Penisola il dato sale fino a superare l’80%. Una dipendenza rappresentata per il 43% dal petrolio e per il 36% dal gas naturale. È partito da queste cifre, da questo quadro d’insieme il workshop sul risparmio energetico come strumento di competitività per le imprese organizzato nella sede di Varese, dall’Unione degli Industriali.
I dati e i numeri che hanno aperto i lavori sono stati snocciolati da Cecilia Gatti di Energy Advisors (società di consulenza per il mercato energetico), prima relatrice dell’incontro che si inquadra nel ciclo “Imprese per l’Innovazione”. Un progetto di formazione e sensibilizzazione rivolto agli imprenditori e ai manager del territorio portato avanti dall’Unione Industriali, in collaborazione con Confindustria e con il contributo di Deutsche Bank. Con uno scopo, perseguito attraverso cinque workshop spalmati su tutto il 2007: sostenere la competitività dell’industria provinciale attraverso i consigli e le analisi di esperti delle migliori università e di testimoni d’eccellenza del sistema imprenditoriale italiano e locale. Dopo i primi due appuntamenti, tenutisi a marzo e a maggio, che si sono concentrati sull’innovazione attraverso l’uso efficiente delle tecnologie digitali e i processi di internazionalizzazione, questa volta l’argomento al centro dell’attenzione è stato quello dell’energia. La cui produzione, in Italia, dipende solo per un 7% da fonti rinnovabili, dato al di sotto della media europea, ha aggiunto Gatti.
Come dire: fare meglio si può. Anche perché, ha spiegato Silke Krawietz, docente della facoltà di architettura dell’Università di Catania, “la vera energia alternativa è il risparmio energetico”. Da perseguire attraverso investimenti che “in alcun caso devono essere visti come dei costi”. Anzi, “con progetti studiati si può arrivare ad avere dei grandi guadagni, energetici ed economici, nel giro di soli quattro anni”. Bastano interventi semplici, “come l’isolamento dei locali o il riscaldamento solare dell’aria, facilmente integrabile nelle strutture esistenti”. Esempi concreti, piccoli passi che testimoniano, secondo Krawietz, come il risparmio energetico sia semplicemente una logica da applicare “nell’impostazione e nell’organizzazione di un edificio”.
Fondamentale è anche l’opera di sensibilizzazione all’interno del tessuto produttivo. Di questo ne è convinta Sara Rosati, dell’area public utilities di Confindustria: “La nostra organizzazione – ha spiegato agli imprenditori – si muove su due direttrici. La prima è quella di formare e informare i titolari delle imprese, anche quelle piccole e medie, che sempre più devono vedere nel risparmio energetico una partita dalla quale dipende la competitività delle aziende”. Una prima sfida alla quale si affianca “l’azione nei confronti del governo, perché crei le basi di un piano di promozione di tecnologie davvero promettenti per migliorare l’efficienza sul fronte del consumo di energia”.
Come ha detto l’amministratore delegato del Rocky Mountains Institute, Amory Lovins, durante l’intervista filmata che è stata proiettata in sala, “la rivoluzione energetica è già qui, è potenzialmente già nel presente”. Per farla partire, è stato il ragionamento del responsabile dell’organizzazione statunitense senza scopo di lucro che si prefigge di promuovere una politica basata sull’uso efficiente dell’energia, “occorre la capacità, la volontà e la lungimiranza di utilizzare quelle tecnologie, già sul mercato, che lo permettono”.
Come implementare un sistema integrato per l’efficienza energetica in azienda, i recuperi termici negli usi finali dell’industria e le tecniche da applicare per un reale risparmio nei consumi sono stati, invece, gli argomenti trattati, con un risvolto molto pratico, dagli esperti di Espansione Srl (la società grossista operante sul mercato elettrico, partecipata dalle Unioni Industriali di Varese, Lecco e Legnano) Carmelo Macrì e Fabio Tarocco. Interventi ai quali si è affiancato quello di Anna Brogi, responsabile qualità, sicurezza e ambiente della divisione infrastrutture e reti di Enel. Fin qui la teoria dalla quale si è poi passati alla pratica con l’analisi di due casi aziendali di successo. Raccontati dagli stessi protagonisti: Renato di Stefano, energy manager e responsabile servizi generali dell’azienda italo-francese impegnata nella produzione di componenti elettronici STMicroelectronics e Mario Capolli, direttore di stabilimento della Colacem, industria cementiera di Caravate.
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