Guidi ubriaco? Basta non sottoporsi al test
Il decreto legge per la sicurezza stradale potrebbe aver aperto una falla legislativo, in grado di avvantaggiare i “furbi col bicchiere”. Ecco la denuncia di Asaps
L’etilometro vi spaventa? Rifiutatevi di sottoporvi al test. Questo è l’escamotage aperto dal recente decreto legge 117 del 3 agosto, prontamente denunciato da Asaps (Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale).
La nuova normativa, teoricamente nata per affrontare il vero e proprio stato di allarme vigente sulle strade italiane, ha introdotto infatti una depenalizzazione del rifiuto del conducente di sottoporsi all’etilometro. Attualmente, quindi, sarebbe sufficiente rifiutarsi di fare il test per vedere trasformata la propria condotta da reato penale ad illecito amministrativo.
Una clausola che potrebbe dare vantaggio proprio a chi è solito bere prima di mettersi al volante, a chi è più “furbo”. «Non riusciamo a capire perché il legislatore abbia intrapreso questa strada» afferma il presidente dell’Asaps Giordano Biserni «Che eminenti esperti consultati concordano con noi nel definire assurda ed irragionevole e sospettabile di incostituzionalità. È evidente, infatti, la disparità di trattamento tra conducenti che si trovano nelle medesime condizioni di fatto e di diritto. Poniamo il caso che persone in evidente stato di ebbrezza – spiega Biserni – vengano sorprese alla guida di veicoli: alcune soffieranno nell’etilometro o accetteranno di sottoporsi al narcotest, altre invece si rifiuteranno. Le prime rischieranno sanzioni penali, mentre le seconde resteranno immuni da questa eventualità, configurandosi a loro carico semplici illeciti amministrativi, seppur pesanti».
La legge, secondo Asaps, potrebbe ottenere effetti paradossali. In alcuni casi, infatti, chi è ubriaco è talmente confuso da non essere in grado di soffiare nell’etilometro. In questo caso potrebbe beneficiare dell’impossibilità della qualificazione del reato da lui commesso (perché il giudice non saprà in relazione a quale grado di ebbrezza giudicarlo) pur non potendo essere definito “non collaborativo”: all’esecuzione del test non ha rifiutato ma, semplicemente, non poteva.
L’Asaps ha arricchito il proprio portale www.asaps.it con una serie di pareri tecnici da parte di eminenti giuristi, una sintesi delle notizie più importanti sulla normativa e sulle iniziative intraprese nelle diverse Procure della Repubblica, oltre che mettere a disposizione di tutti l’intera collezione di circolari ministeriali e di estratti della Gazzetta Ufficiale.
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