Il sindacato: «Si controlli tutto l’ospedale. Reparto per reparto»
Preoccupazione per le condizioni in cui lavorano i dipendenti vengono espresse dai sindacati: dai confederali alla Fials
«Se servirà, chiederemo che si controlli tutta la struttura, sospendendo l’attività reparto per reparto» Manuela Vanoli, rappresentante della Cgil, non usa mezze misure: «Cigil, Cisl e Uil hanno domandato un incontro urgente con la direzione aziendale e probabilmente lunedì pomeriggio ci siederemo al tavolo. Chiederemo risposte, assicurazioni, l’attivazione di un pool di esperti che si incarichi di valutare le condizioni lavorative al nuovo monoblocco e il potenziamento del servizio per la 626, attualmente gestito da un solo geometra».
Il malumore degli operatori sanitari è ormai diventato sconforto:«Prima si trattava di problemi di tipo organizzativo. Si era voluta traslocare tutta l’attività, nonostante noi premessimo per un impatto graduale. Poi, quotidianamente, le disfunzioni sono emerse. Un caso ci può stare. Anche il secondo può passare. Ma al terzo problema ti viene un sospetto. Se poi la serie si allunga… Noi non siamo nella condizioni di valutare la situazione tecnica, ma gli eventi non sembrano più troppo casuali».
Risposte chiare e precise vengono chieste anche da Francesco Tucci, delegato del sindacato Fials: «È assordante il silenzio della Regione, del Governatore Formigoni, del direttore Lucchina. Noi chiediamo una presa di posizione netta per capire se ci sono responsabilità e a chi appartengono. Sono stati fatti errori? In fase progettuale o in fase di realizzazione? I tempi eccessivamente stretti per l’inaugurazone che aveva ricadute propagandistiche, hanno influito sulla qualità del lavoro a cottimo?».
L’umore in corsia è nero. Ogni disfunzione, che siano gli allagamenti o la legionella o il rumore, ricade sugli operatori e sugli utenti, e nessuno sembra voler prendere in seria considerazione la situazione: «Sa che le dico? Questo ospedale nuovo è stato un "buco nell’acqua" tanto per restare in tema. In troppi, ormai, rimpiangono il caro vecchio Circolo».
Di tanti disagi, problemi parla anche Vito Antonucci della Fials: « Chi sta lavorando si sente come un kamikaze. Si lavora nella totale incertezza, senza risposte alle nostre preoccupazioni. Senza pensare, poi, alle promesse non mantenute come l’accordo raggiunto nel mese giugno scorso che ci permetteva di consumare il pasto in reparto e che non ha ancora avuto applicazione oggi. Molti problemi ce li portiamo dal vecchio. Tutti, però, speravano che la sinfonia cambiasse: invece è tutto rimasto come prima. Se non peggio!».
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