Legambiente boccia il nuovo piano per la mobilità
Il documento approvato dalla giunta regionale non convince gli ambientalisti: "Nessuna misura per risolvere il problema dell'inquinamento"
Riceviamo e pubblichiamo
Secondo Legambiente il piano per la mobilità regionale approvato ieri in dopo giunta dal Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, rappresenta un passo indietro rispetto allo scorso anno.
“ La principale misura – spiega Andrea Poggio vicedirettore nazionale di Legambiente – per risolvere l’annoso problema dell’inquinamento in regione e per abbassare i tassi di PM10 nell’aria, è ridurre l’accesso alla rete stradale dei camion e dei furgoni e quindi il trasporto su gomma delle merci. Non vedo alcuna misura in questo senso. Mi sembra una presa di posizione atta a favorire una lobby a discapito della salute dei cittadini” .
Legambiente ritiene che la gara tra Governo e Regione per arginare il problema della pulizia dell’aria, si sta giocando al ribasso senza una volontà vera di arginare il problema.
Il piano per la mobilità dello scorso anno prevedeva infatti il blocco dei camion euro O e Euro 1 senza filtri antiparticolato e ingenti risorse per favorire il ricambio dei mezzi obsoleti. Queste misure sono decadute nel momento in cui è mancata l’emanazione del decreto ministeriale da parte del ministero dell’Ambiente e di quello dei Trasporti.
“ Occorrono quindi scelte strutturali – spiega Damiano Di Simine presidente di Legambiente Lombardia – non bastano i sostegni all’industria dell’auto che servono solo ad accelerare una sostituzione di veicoli che già avviene spontaneamente. Bisogna avere anche il coraggio di indirizzare il mercato e questo lo si fa attraverso interventi di fiscalità ambientale che incentivino scelte di mobilità sostenibili in particolare per il trasporto pesante ”.
In Svizzera la tassa sul trasporto pesante stradale, già in un quinquennio dalla sua introduzione, ha fatto prosperare il settore delle nuove imprese di trasporto e logistica ferroviaria, riducendo di oltre il 10% il numero di mezzi pesanti circolanti. Nonostante tutto la quantità di merci che nello stesso periodo hanno attraversato la Confederazione, in gran parte dirette proprio in Pianura Padana, è aumentata del 20%, dimostrando che la fiscalità ambientale non è un freno all’economia ma il suo esatto contrario.
Ovviamente per introdurre politiche efficaci ci vogliono governanti – regionali e nazionali – molto più coraggiosi e coerenti di quelli di casa nostra.
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