Costi alti, biglietti pochi. Addio “corriere” per Milano

Le autolinee eliminano le tratta da Morazzone e Bardello, i pendolari protestano. "L'unica soluzione? Un contributo dai comuni"

Varese Milano by bus. Addio. Il taglio scatta dal primo ottobre, per la precisione, quando andranno in soffitta le ultime due tratte su gomma che collegano la provincia con la metropoli: la Bardello – Milano e la Morazzone – Milano. I pendolari protestano, inviano lettere, si indignano per una scelta che non tiene in debito conto il concetto di servizio pubblico. «Non vogliamo usare la macchina, non vogliamo finire nel treno». Ma le aziende scuotono la testa: «C’è poca gente e costa troppo». Anche con il contributo pubblico che la provincia garantisce alle ditte riunite sotto la sigla Cpti?: «Sì, non c’è nulla da fare i conti sono lì da vedere». Non c’è una via d’uscita? «Si – spiega Fabrizio Laudi delle Autolinee Varesine, la società che gestisce la Bardello – Milano – ci vorrebbe un contributo da parte dei comuni che attraversiamo».

Un appello? Chissà. La linea che parte da Bardello collega da 50 anni Gavirate, Besozzo, Brebbia, Ispra, Ranco, Angera, Taino, Sesto Calende. Quella di Morazzone passa da Caronno Varesino, Carnago, Solbiate Arno. Due corse al giorno, l’andata intorno alle 7 e il ritorno intorno all 18. In tutto, secondo le aziende, 26 abbonati.

I pendolari protestano perché hanno avuto un preavviso solo di 7 giorni. Ma le ditte si difendono: «Le tratte dovevano essere abolite a gennaio – spiega Sandro Laudi della Giuliani e Laudi, che opera la Morazzone-Milano – ma abbiamo chiesto alla Provincia di continuare, perché speravamo nell’introduzione del ticket antismog a Milano».

Invece la “pullution charge” si è arenata e il piatto piange: «In sei mesi – dice la Giuliani e Laudi – sulla Morazzone siamo in rosso di 16mila euro, e nonostante il contributo chilometrico erogato dalla Provincia copriamo solo il 40% dei costi».
Che fare? «Quindici giorni fa abbiamo incontrato la Provincia e ci hanno dato l’ok per la soppressione delle linee». Ma la posizione dell’assessore ai trasporti Aldo Simeoni lascia qualche speranza ai pendolari. «Non c’è nulla di scritto, stiamo solo valutando, anche se è stato dato un parere alle aziende che però non è definitivo ». Spiragli? Per ora sembra di no. Ma i pendolari chiedono alla Provincia di muoversi. Nel frattempo le aziende si sono riorganizzate. Per non perdere il contributo pubblico, che è di 1,21 euro al km, sposteranno il chilometraggio, da Milano al Varesotto. Autolinee varesine, ad esempio, potenzierà il servizio sulle tratte provinciali in direzione Luino, Ponte Tresa e Angera (le più redditizie). Giuliani e Laudi pensa invece a Daverio e Galliate Lombardo, comuni che hanno avuto un boom edilizio negli ultimi anni. «Mi dispiace per i nostri abbonati – agiunge Sandro Laudi – ma hanno il treno a poca distanza». In effetti, ripete quel che è scritto nel piano dei trasporti del varesotto: non sovrapporre ferro con gomma. E così, addio bus. E’ giusto?

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Pubblicato il 22 Settembre 2007
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